Morte Emiliano Sala, ipotesi di avvelenamento da monossido di carbonio

Morte Emiliano Sala, ipotesi di avvelenamento da monossido di carbonio

Secondo quanto riportato da Marca, un’agenzia di investigazioni avrebbe rilevato nuovi dettagli sulla tragedia che ha causato la morte dell’attaccante argentino e del pilota.

di Redazione Il Posticipo

Nuovo capitolo sulla vicenda Sala. Secondo quanto riporta Marca, si farebbe largo una nuova ipotesi: la morte del calciatore e del pilota potrebbe essere sopraggiunta per intossicazione da ossido di carbonio.

AGENZIA – La tesi è sostenuta dall’agenzia di investigazioni Uk Air Accidents. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo, alcune indagini avrebbero rilevato che sull’aereo in cui viaggiavano sia Sala che il pilota dell’aereo sarebbero stati esposti a quantità potenzialmente letali di monossido di carbonio. Ciò, secondo gli investigatori, avrebbe portato allo svenimento del pilota David Ibbotson e al  conseguente disastro che ha portato alla caduta dell’aereo. E a questo punto, forse, anche alla morte, che potrebbe anche essere sopraggiunta prima.

TEST – Una tesi che potrebbe cambiare totalmente lo scenario qualora venisse confermata. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo, alcuni test tossicologici avrebbero evidenziato una presenza massiccia di monossido di carbonio. “I test tossicologici hanno scoperto che il passeggero aveva un alto livello di saturazione di COHb”. Si tratta dell’acronimo di Carbossiemoglobina ovvero il prodotto combinato di monossido di carbonio ed emoglobina. Le principali fonti di esposizione esogena al monossido di carbonio sono i processi di combustione. “Quanto basterebbe a giustificare  uno svenimento o anche un attacco cardiaco”.

TESI –  A questo punto sarebbe presumibile, anche se tutto da chiarire, che la dose  eccessiva di monossido di carbonio possa essere stata inalata anche dal  pilota. Ciò avrebbe portato a una perdita dei i sensi. E cosi, privo di guida, il velivolo si sarebbe inabissato.  L’agenzia prevede di pubblicare un rapporto finale al termine di un’indagine che è già in corso da 205 giorni.

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