Morientes, un futuro da rappresentante dei calciatori: “L’idea mi onora”

L’ex calciatore del Real Madrid è pronto per occupare il ruolo di presidente dell’assocalciatori spagnola.

di Redazione Il Posticipo

Fernando Morientes futuro presidente dell’assocalciatori spagnola.  L’ipotesi, riportata da Marca, ha trovato l’assenso del calciatore che ha rilasciato una lunga intervista al giornale spagnolo. “In tanti mi stanno incoraggiando a fare questo passo e mi onora”.

RICHIESTA – Morientes non ha cercato questo incarico. Gliel’hanno offerto: i capitani della Liga sono pronti a offrigli la… fascia. “Tutto è molto bello. Sono orgoglioso. Ho voglia di aiutare, collaborare, essere onesto sul campo e fuori. Durante la mia carriera mi sono caratterizzato per essere un buon compagno in campo e una brava persona nella vita, ecco perché non parlerò dei leader che governano il sindacato”.

RUOLO – Da attaccante… a difensore dei diritti. Il passo non lo spaventa. “Il calcio è  e resta la mia vita. Se i calciatori hanno bisogno di me, darò il massimo. Chi mi conosce sa che sono una persona conciliante e pfrendo gli impegni sino in fondo. Devo valutare quali battaglie vanno combattute e quali no”. Con interlocutori non facilissimi come Tebas e Rubiales. “Sono ambasciatore per la Liga e ho parlato con Tebas  in diverse occasioni. È un uomo intelligente e attivo. È riuscito a modernizzare il campionato spagnolo e renderlo un punto di riferimento al di fuori del nostro paese. Conosco anche Luis. Sono contento che entrambi abbiano finalmente deciso di unire le forze per il bene del calcio spagnolo”.

PROSPETTIVE – Facile dunque, andare d’accordo con entrambi. “Io sarò sempre con i calciatori. L’associazione attraversa una crisi e bisogna essere uniti per uscirne. Sia Liga che Federazione potranno contare su di me quando ne avranno bisogno. L’interesse primario è il benessere del calcio spagnolo. L’importante è essere sempre chiari e sinceri: quando il vento soffia a favore è facile, ma con il vento contro di esso non tutti i marinai arrivano al porto. Inoltre, i giocatori di calcio hanno un codice d’onore: mentendo, perderei  tutta la credibilità”.

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