Milan, i bocciati del professor Rino “Calimero”

Calimero è anche cattivo. E boccia. E non si parli di ingiustizia. Gattuso dice le cose in faccia. Per ora Musacchio, Zapata e Montolivo sono in panchina.

di Redazione Il Posticipo

Desaparecidos. Rimandati. Anzi, bocciati. Il professor Rino Calimero (altro che Brad Pitt!) non perdona. Ed è inutile appellarsi alla severità della corte. Sarà anche un ingiustizia ma vi sono alcuni profili ormai quasi spariti dai radar del Milan. Musacchio, Zapata e Montolivo.

Coppia centrale scelta, fuori i secondi

Musacchio e Zapata pagano soprattutto il cambio di modulo. Nella difesa a tre di Montella, complice anche il forsennato turnover dell’Aeroplanino e le difficoltà fisiche di Romagnoli, sia l’argentino che il colombiano trovavano spazio accanto a Bonucci. Giunto Gattuso, tutto è cambiato. Le gerarchie si sono cristallizzate e i due sono diventati cambio e riserva. Senza se e neanche ma. Chiarezza. Zapata paga l’incostanza dell’essere presente a se stesso per tutti i 90’ di gioco. Musacchio, invece, ha caratteristiche troppo simili a Bonucci. Non è un marcatore puro, piuttosto un difensore abile nel leggere l’azione. Peccato che abbia bisogno di un mastino per rendere al meglio. Figura che, Ringhio-Calimero a parte, non è rintracciabile in questo Milan.

Montolivo, più che altro rimandato

Un altro escluso eccellente delle ultime settimane è Riccardo Montolivo. Il centrocampista italiano ha pagato la crescita esponenziale di Kessie, recuperato sul piano fisico, e la qualità di Biglia. Il problema è che spesso gli è preferito anche Locatelli. Una retrocessione in piena regola, riconducibile, in questo caso, all’idea di calcio di Gattuso. Meno possesso palla, più profondità, corsa e intensità. Qualità che Montolivo non ha nel suo DNA. Il suo è un calcio lineare, geometrico e compassato. Più di governo che di lotta. La sensazione, però, è che fra i “bocciati” del professor Calimero, Montolivo sia “rimandato” all’esame di riparazione. E anche quello con più speranze di rientrare nella considerazione del tecnico. Attraversa un periodo complicato: non è il primo, da quando è al Milan. Ma su di lui c’è la certezza di poter contare. E poi c’è stima reciproca. Più volte l’ex capitano ha elogiato il tecnico, specificando quanto Gattuso tenesse al Milan. E siccome ci tiene anche lui, accetta la panchina senza sollevare polemiche, aspettando, come sempre, il momento giusto.

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