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Montero già esonerato: l’avventura dell’ex juventino al San Lorenzo dura appena qualche mese

  (Photo by Gerd Scheewel/Bongarts/Getty Images)

La carriera da allenatore di Montero continua a non decollare. Il San Lorenzo ha infatti annunciato attraverso i suoi canali social che l'ex juventino non è più il tecnico della prima squadra.

Redazione Il Posticipo

Il calciatore preferito di Andrea Agnelli? Facile, Paolo Montero, per tutti "Pigna". Uno che in campo non ha mai fatto mistero del fatto che la sua marcia in più era la grinta. Un modo di intendere il calcio che faceva presagire una buona carriera da allenatore, magari sulle orme di Simeone, un altro tipetto niente male. E invece l'ex difensore della Juventus campione di tutto non ha ancora trovato la sua strada, almeno quando si parla di stare in panchina. La sua ultima avventura, in Argentina alla guida del glorioso San Lorenzo de Almagro, è finita dopo appena qualche mese. Il club del quartiere Boedo di Buenos Aires ha infatti annunciato attraverso i suoi canali social che l'ex juventino non è più il tecnico della prima squadra.

MOMENTO NO - Una decisione che arriva dopo una striscia di risultati negativi (tre sconfitte consecutive contro Colon, River Plate e Lanus) ma che soprattutto ribalta tutto quello che si era detto in Argentina in settimana. TNTSport spiegava infatti che il club era intenzionato a concedere all'allenatore un'ultima spiaggia e anche di quelle importanti: il sentitissimo derby contro l'Huracan. Ma vista la situazione, con il San Lorenzo al ventunesimo posto e a soli cinque punti dall'ultimo, meglio non rischiare. Anche perchè una sconfitta anche nella stracittadina avrebbe conseguenze disastrose per tutto l'ambiente, oltre che per la classifica. Per sostituirlo, tra l'altro, si fanno i nomi di altri due ex della Serie A: Crespo e Heinze, entrambi da poco senza squadra.

CARRIERA - La carriera da allenatore di Montero, dunque, continua a non decollare. E dire che l'ex bianconero ci aveva pensato parecchio prima di dedicarsi alla sua seconda vita. L'uruguaiano ha lasciato il calcio nel 2007, ma il primo ruolo da tecnico è arrivato soltanto nel 2014, nel "suo" Penarol, la squadra che lo ha visto crescere e debuttare nel calcio che conta. Poi una serie di esperienze brevi e quasi mai soddisfacenti, tra Argentina (una decina di mesi al Rosario Central) e Italia, dove con la Sambenedettese ha prima centrato un buon decimo posto in C, per poi l'anno successivo essere esonerato e richiamato, arrivando di nuovo ai playoff. Abbastanza per meritarsi la chiamata...della squadra di Papa Francesco. Ma evidentemente, di miracoli non se ne potevano proprio fare...