Montella: risultati alla mano, è proprio un patto col diavolo…

Montella nuovamente sotto esame. Potrebbe essere decisiva la partita con il Torino. Anche se sembra quasi che il tecnico abbia stretto un patto col Diavolo…

di Redazione Il Posticipo

Montella, punto e a capo. Dopo la sconfitta di Napoli, che ci sta, ma non certo per come è maturata (zero palloni giocati in area partenopea nel primo tempo, come il Benevento a Torino con la Juventus, per capirsi). La panchina del Milan torna a restringersi e scottare. I risultati, del resto, inchiodano l’allenatore rossonero: 71 panchine, 31 sconfitte, 30 vittorie e 9 pareggi. Uno score da metà classifica. Eppure l’allenatore rossonero è ancora lì. Un patto con il Diavolo?

Filtra ottimismo: giustificato?

Montella, agli occhi dei tifosi, appare come un politico ormai sfiduciato dall’elettorato. Continua però a vedere la luce in fondo al tunnel, nonostante abbia perso contro tutte le squadre che lo precedono in classifica. E il calendario non induce certo all’ottimismo. Si parla di “discesa”, ma questo Milan è in grado di centrare il filotto? Passi per Benevento e Verona, ma la squadra può assicurarsi i tre punti contro Torino, Atalanta e Fiorentina? Nella cena per “ricompattare il gruppo”, il tecnico non c’era. Nè era nessuno altro del suo staff. Qualcosa di sinistramente simile alla riunione dopo Italia-Macedonia. E come è finito Ventura, è noto a tutti.

Ennesimo cambiamento

E intanto, in vista della gara di Europa League, l’allenatore campano cambierà ancora modulo. Stavolta tocca al 3-5-2, poi si andrà a caccia della fiducia in casa con il Torino. Fiducia che sinora gli è stata sempre rinnovata, anche di fronte a dei risultati largamente al di sotto delle attese. É noto che il Milan cerchi di trattenere Montella, sia per garantire continuità tecnica al progetto, sia per non rinunciare, esonerandolo e mettendo sotto contratto un altro allenatore, alla possibilità di arrivare a Conte a giugno. Nell’attes,a la soluzione ideale sarebbe un Milan che ritrova sé stesso, e la qualificazione in Champions anche attraverso la vittoria dell’Europa League. I segnali che arrivano dalla UEFA sono chiari. E anche Fassone lo è stato: non entrare nel giro dell’Europa che conta rischia di costare uno o due top player e lo slittamento del progetto vincente. Un’ipotesi che, nonostante il patto con il Diavolo del tecnico, inizia ad assumere contorni reali.

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