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Montella: “Balotelli sogna la nazionale, lavoreremo insieme. Che liti con Capello, ma ora lo rispetto”

27 Mar 2002:  Vincenzo Montella of Italy celebrates his equaliser during the International Friendly between England and Italy at Elland Road in Leeds, England. Italy won 2-1.  Mandatory Credit:  Gary M Prior/Getty Images

Vincenzo Montella, a tutto campo. Il volo dell’aeroplanino, che si confessa a goal.com parlando della sua esperienza da calciatore e allenatore per arrivare all’attualità. In Turchia per rinascere, con Balotelli, che lavora duro per...

Redazione Il Posticipo

Vincenzo Montella, a tutto campo. Il volo dell'aeroplanino, che si confessa a goal.com parlando della sua esperienza da calciatore e allenatore per arrivare all'attualità. In Turchia per rinascere, con Balotelli, che lavora duro per tornar in nazionale.

TURCHIA - Scegliere di ripartire dalla Turchia non è stato complicato. "Alcuni progetti non mi interessavano e poi volevo conoscere posti diversi. Quando ho parlato con l'Adana, ho valutato potenzialità e strutture e ho fatto la mia scelta e ne sono soddisfatto. Mi trovo bene anche con il cibo, anche se ho rinunciato alla pasta, amo le verdure". Capitolo Balotelli. L'attaccante si ritiene ancora utile alla nazionale ma deve vincere la diffidenza. "Mario si è creato un certo tipo di immagine durante la sua carriera e adesso deve accettarla. Ha lavorato molto duramente, è riuscito a inserirsi ed adattarsi, credo che possa rendere ancora di più di quanto sinora. L'idea che voglia tornare in nazionale, da allenatore, mi rende felice. Ci impegneremo insieme affinché possa riuscirci".

CALCIATORE - Si inizia dal passato, da quando l'aeroplanino osservava... un cigno. "Ammiravo eleganza e tecnica di Van Basten. La mia stagione indimenticabile, alla Roma, quando ho vinto lo scudetto ho provato sensazioni indimenticabili, l'idea di aver realizzato qualcosa di bello. Ancora oggi i i tifosi non dimenticano quel campionato". E neanche Nesta quel derby finito 5-1 con poker servito. "Mi emozioni solo parlandone. Avevo promesso a Totti una tripletta". Superati gli screzi con Capello. "Ho grande rispetto. Abbiamo litigato, non andavamo d'accordo ero inserito nelle rotazioni e volevo giocare. Mi spiace solo che da allenatore sarei potuto rimanere, me lo avevano detto poi è stata presa un'altra decisione".

PANCHINA - Dalla Roma al Catania alla Fiorentina. E poi una carriera di alti e bassi. "A Firenze ho pensato di andare via dopo una settimana. Con il Milan ho riportato il club in  Europa, e ho vinto  la Supercoppa Italiana contro una Juventus quasi imbattibile. Adesso con l'Adana l'obiettivo più realistico è giocare partita per partita, creare mentalità e  gioco. Per adesso è complicato avventurarsi in un pronostico a lungo termine, non conosco molto i miei giocatori e loro non conoscono molto me".