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Mondiali 2022, nessuna rassicurazione alla comunità LGBT inglese: “Fondati timori di andare in Qatar”

Mondiali 2022, nessuna rassicurazione alla comunità LGBT inglese: “Fondati timori di andare in Qatar” - immagine 1
I mondiali in Qatar continuano a far discutere in Inghilterra,

Redazione Il Posticipo

I mondiali in Qatar continuano a far discutere in Inghilterra, dove è stata pubblicata una denuncia del Guardian: le autorità del Qatar non hanno garantito ai tifosi LGBTQ che sarebbero stati al sicuro durante la Coppa del Mondo. Secondo quanto riportato, lo stesso quotidiano ha presentato al Comitato Organizzatore una serie di domande  e relative ai fan LGBTQ+ e alle loro preoccupazioni, ma non ha ricevuto risposte specifiche.

DOMANDE

Le domande erano piuttosto chiare. Il quotidiano ha chiesto se le LGBTQ+ saranno protette dalle autorità del Qatar o se minacciate a causa della loro sessualità. Se gli articoli del codice penale del Qatar, compresi quelli che vietano di "commettere sodomia", saranno  durante il torneo. Se i tifosi che portano bandiere arcobaleno saranno autorizzati a portarli negli stadi e come saranno accolti.  La risposta è arrivata. "Tutti saranno i benvenuti in Qatar nel 2022, indipendentemente da razza, background, religione, genere, orientamento sessuale o nazionalità. Siamo una società relativamente conservatrice. Ad esempio le manifestazioni pubbliche di affetto non fanno parte della nostra cultura. Crediamo nel rispetto reciproco e quindi, sebbene tutti siano i benvenuti, ciò che ci aspettiamo in cambio è che tutti rispettino la nostra cultura e tradizioni".

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TIMORI

I timori per la sicurezza sono aumentati tra i gruppi di sostenitori LGBTQ+ poiché il dialogo con gli organizzatori si è bloccato. Anne Lieberman, membro fondatore della LGBTIQ Human Rights Sports Coalition, ha affermato che il gruppo ha discusso con le autorità del Qatar per quasi due anni ma non ha ancora ricevuto assicurazioni di sicurezza categoriche. "La riluttanza da parte delle autorità del Qatar ad affrontare direttamente le preoccupazioni, o addirittura a menzionare il termine LGBTQ+, ha portato a una situazione in cui i gruppi raccomandano il boicottaggio del torneo". Lou Englefield dell'organizzazione Football v Homophobia ha dichiarato: “Non conosco nessun gruppo di sostenitori LGBTIQ europei, o singoli sostenitori, che attualmente stanno pianificando di partecipare a questa Coppa del Mondo.  Come può un evento sportivo internazionale che si aspetta milioni di visitatori non essere aperto a rassicurare una grande minoranza che ha fondati timori di essere al sicuro e benvenuta? Non abbiamo mai visto niente del genere".