Mondiale per Club, il Liverpool rifiuta l’hotel di lusso che gli era stato assegnato a Doha

I Reds puntano al Mondiale per Club 2019 che si disputerà in Qatar. Jürgen Klopp spera che i suoi uomini ci arrivino riposati, ma la società non pensa solo al benessere della squadra e rinuncia all’albergo assegnato al club: per costruirlo non sarebbero stati rispettati i diritti umani.

di Redazione Il Posticipo

Liverpool, campione d’Europa in campo… e fuori. Vincere la Champions ha significato qualificarsi al Mondiale per il Club 2019 che si disputerà in Qatar tra l’11 e il 22 dicembre. I Reds hanno sfiorato la vittoria in questa competizione nel 2005, quando il San Paolo ha battuto 1-0 la squadra inglese in finale. Klopp vuole fare meglio di Rafa Benitez, ma la società non è disposta a qualsiasi cosa pur di ritornare sul tetto del mondo.

HOTEL RIFIUTATO – Secondo quanto riportato da The Athletic, il Liverpool ha rifiutato un hotel a cinque stelle extralusso che gli era stato assegnato a Doha in vista del prossimo Mondiale per il Club. Nessun problema legato alla scarsa qualità, anzi.  La società  inglese ha preso questa decisione dopo aver scoperto che cosa si nasconde dietro la costruzione del lussuoso edificio che avrebbe dovuto ospitarla. Il Marsa Malaz Kempinski, che si trova sull’isola artificiale di Pearl-Qatar, è un gioiello, ma la società inglese si è indignata dopo aver scoperto che l’edificio sarebbe stato costruito violando i diritti umani dei lavoratori.

PASSATO OSCURO – Nell’ottobre 2018, il Guardian ha indagato sul passato dell’Hotel Marsa Malaz Kempinski. L’inchiesta ha fatto emergere che chi ha lavorato costruire l’edificio non sarebbe stato rispettato come lavoratore, avendo guadagnato stipendi inferiori a quello del salario minimo. Le guardie di sicurezza avrebbero fatto turni da 12 ore a temperature di 45 gradi incassando poco più di 9 euro al giorno. Secondo quanto riportato dall’Athletic, il Liverpool ha informato la Fifa e le autorità del Qatar della sua decisione e ha deciso di prenotare un hotel dal passato più limpido. L’ennesimo caso riaprirà, con ogni probabilità, i controlli sul Qatar, già spesso accusato di aver abusato di lavoratori migranti e di aver sfruttato la manovalanza per la costruzione degli stadi che ospiteranno il Mondiale 2022.

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