Monchi: “Siviglia non è lavoro. Qui è casa…”

Monchi: “Siviglia non è lavoro. Qui è casa…”

Sembra che il direttore sportivo possa trarre il massimo solo nella sua città

di Redazione Il Posticipo

Monchi torna a Siviglia e il club torna subito ad alti livelli in Spagna e in Europa. Sembra che il direttore sportivo possa trarre il massimo solo nella sua città. Più di una sensazione, come spiega lo stesso Monchi: per lui il Siviglia è una famiglia. Da proteggere e far crescere. Le sue parole sono riprese da Marca.

IMPRESA – A Siviglia si parla di impresa. Altrove, specificatamente a Roma, ci si interroga sul perché l’esperienza nella capitale sia stata poco felice: “Ho molti difetti ma non sono egocentrico. Tornerò immediatamente a lavorare per costruire  la migliore squadra possibile e il risultato che maturerà dalla finale di Europa League non mi influenzerà affatto. Possiamo vincere o perdere ma cercherò sempre di creare un Siviglia migliore. Per me non è lavoro, è una questione di famiglia. Tutto quello che posso dare, lo darò, perché questa è la mia casa, la mia gente, sono stato qui tutta la mia vita. Tutto ciò che riesco a fare per il Siviglia mi sembra poco”.

FINALE – Le lacrime di Jesus Navas rappresentano l’immagine di cosa significhi il Siviglia: “Lo conosco da quando aveva 12 anni, merita di vivere questo momento con il Siviglia. È forse il giocatore più importante nella storia del club, ogni premio, qualsiasi trofeo che riceverà è comunque poco rispetto a ciò che si merita. Adesso ci aspetta una finale molto simile alla semifinale, contro una squadra fisica: dobbiamo saper resistere e soffrire”.

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