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Moise Kean, il miglior Millennial d’Europa

Incoronato re dei Millennials dalla stampa europea, Moise Kean, si prende l’Hellas Verona sulle spalle con prestazioni macroscopiche. Il ragazzo promette bene, è in evidente crescita e rende la salvezza scaligera meno impossibile.

Riccardo Stefani

La posizione in classifica dell’Hellas Verona non è assolutamente delle più rosee ma i margini di miglioramento non mancano. Il posto “d’onore” di prima retrocessa è già prenotato dal Benevento che, salvo inversioni di tendenza epocali, non dovrebbe perderlo, viste le nove lunghezze di distacco dall’Hellas penultimo. Ma dalla tredicesima posizione, dove albergano attualmente i cugini del Chievo, alla diciannovesima, dove stanziano Pazzini e compagni, la strada è lunga soli sei punti. E sei punti si possono guadagnare. Specie se Moise Kean, arrivato come il giovane promettente di turno, si rivela giocatore fatto (o quasi) e la spina nel fianco di qualsiasi difesa affronti.

La salvezza del Verona può passare tra i suoi piedi

Pecchia ha sfoderato e caricato l’arma segreta del Mastino della Scala e anche la dirigenza si sta rendendo conto di quanto il milione e mezzo girato alla Juventus per il prestito dell’italo-ivoriano sia stato egregiamente speso. Per assurdo il ragazzo, avendo passato la scorsa stagione da aggregato alla prima squadra juventina, annovera nel suo palmarès già uno scudetto e se quest’anno riuscisse ad ottenere anche una salvezza potrebbe vantare una gavetta non indifferente. Non sarà facile, la lotta per rimanere in serie A quest’anno è durissima ma il Verona può farcela, magari in extremis, magari anche grazie a Kean, arrivato in chiusura del calciomercato estivo.

MOISE KEAN: CHI È

Chi sia Moise Kean è sotto gli occhi di tutti gli appassionati di calcio e di tutti coloro che seguono la propria squadra in serie A e hanno l’onore ed onere di incontrarlo almeno due volte a stagione. Il ragazzo ha talento e dire ciò è tanto banale quanto vero e chiaro a tutti. È vero, può giocare esterno perché è veloce e ha un gran dribbling ma è analizzando un giocatore nell’insieme che si scopre il suo ruolo principe: quello che gli riesce meglio. A Verona il ragazzo sta dimostrando che il complesso di velocità, dribbling ipnotico e tanto, tanto fisico lo rendono, in prospettiva, una delle migliori punte centrali che ci sia tra i classe 2000. E i dati non mentono: la stampa europea lo ha incoronato re dei Millennials, in quanto si sta dimostrando il più prolifico tra i suoi coetanei che trovano spazio nelle prime squadre dei campionati europei.

MOISE KEAN: I NUMERI

Numeri alla mano, Kean ha giocato diciannove partite realizzando cinque reti, superando di gran lunga i coetanei Arp dell’Amburgo e Pellegri, appena arrivato al Monaco, che hanno totalizzato rispettivamente dieci e nove partite corredate da due e tre reti. Pecchia ha quindi pescato il jolly e dopo la doppietta di Firenze molto difficilmente potrà pensare di dosarlo con parsimonia. Anche se è giovane, Kean sembra finalmente pronto e i numeri lo confermano: ha bisogno del Verona e, come potrebbe dire ai gialloblù un famoso personaggio di Carlo Verdone, “lo vedi che la cosa è reciproca”? Anche Kean, però, come tutti i suoi coetanei illustri, deve ancora limare qualche spigolo: il suo amore incondizionato per il dribbling dovrebbe virare un pochino di più verso il gioco di squadra e magari comincerebbe ad arrivare anche qualche assist. Il tempo, d’altronde, è abbondantemente dalla sua.