Modric e quel passaggio a Rodrygo… fuori dal campo: “Con calma papà, non sono ancora entrato”

Ci sono i bomber e poi ci sono i rifinitori. Modric sarà anche uno specialista ma a volte si confonde come nel Clasico, quando ha fatto un passaggio a Rodrygo… mentre non era ancora in campo. E il siparietto social è fantastico.

di Redazione Il Posticipo

È vero, le azioni solitarie, gli one man show, i dribbling e i numeri da calcio champagne sono divertenti. Ma la norma, nel calcio, almeno dai primi ‘900, è il gioco di squadra basato sui passaggi. Ci sono dei giocatori specializzati nell’assist, altri nel gestire ogni pallone di ogni singola azione. Uno che fa parte di entrambe le categorie è l’ex pallone d’oro Luka Modric. Il croato sarà anche uno specialista ma a volte si confonde come nel Clasico, quando ha fatto un passaggio a Rodrygo… mentre non era ancora in campo.

FUORI – Capita di confondersi. Il giovane brasiliano era scalpitante a bordocampo. Stava per entrare a sostituire Marco Asensio ma l’esperto centrocampista, evidentemente aveva bisogno di lui con un po’ di anticipo. Mentre era pressato dalla solita gabbia che si crea attorno a lui costituita da almeno 4 giocatori (altrimenti il croato fa quel che vuole), ha dovuto cercare una soluzione rapida di passaggio. Peccato che il destinatario del passaggio si stesse ancora scaldando. È stato Rodrygo, riporta As, a scherzare per primo sulla vicenda sui social: “Con calma, non sono ancora entrato, papà!” postando la foto della faccia di Modric quando si è reso conto dell’errore. Capita. Anche ai migliori.

FATHER AND SON – L’altra cosa divertente è che a causa dell’esperienza di Modric e della differenza d’età, Rodrygo lo chiama papà. Ma papà Modric si risente e probabilmente toglierà la paghetta a Rodrygo: “Perché non hai chiuso il triangolo, figliuolo?”. Ma l’autorità paterna viene minata dai fatti e la paghetta è salva. Sì perché il gol di Modric arriva più tardi proprio su assist del ragazzo che risponde su Twitter: “Ma l’’ho fatto, papà”. È normale che tra “padre” e “figlio” ci siano delle incomprensioni: il distacco generazionale c’è, il linguaggio è spesso diverso ma finché si riesce a comunicare col pallone… va tutto bene. E non può non venire in mente Father and Son di Cat Stevens: “Sei ancora giovane, è colpa tua. Troppe cose devi ancora imparare”. Soprattutto se “papà”…è un Pallone d’Oro.

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