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MLS, giocatore multato e squalificato per due giornate per un insulto omofobo sui social

NEWCASTLE, AUSTRALIA - NOVEMBER 27:  The crowd take part in the Mexican wave during the friendly match between the Newcastle Jets and the LA Galaxy at EnergyAustralia Stadium on November 27, 2010 in Newcastle, Australia.  (Photo by Mark Kolbe/Getty Images)

Sebastian Lletget è stato multato e squalificato per due giornate di campionato per un insulto omofobo pubblicato sui propri profili social. Inoltre dovrà pagare una multa e frequentare un corso di formazione su diversità, equità e inclusione.

Redazione Il Posticipo

Le parole hanno un peso. È necessario imparare a dosarle nella giusta maniera per evitare di ferire qualcuno. Tutti hanno il dovere di imparare a moderare il tono e il linguaggio ma, chiaramente, le persone in vista hanno una responsabilità maggiore in quanto possono essere presi come modelli dai propri fan. Un calciatore della MLS, proprio per questo motivo, è stato multato e squalificato per due giornate di campionato per un insulto omofobo pubblicato sui propri profili social.

LE SANZIONI - Come riporta l'agenzia di stampa spagnola EFE, la MLS ha pubblicato un comunicato in cui annuncia la multa, dall'importo non specificato, e la squalifica per due partite al centrocampista dei Los Angeles Galaxy, Sebastian Lletget. Il giocatore, nato a San Francisco da genitori argentini, avrebbe pubblicato il 9 aprile su Instagram un video nel quale veniva pronunciato un insulto di natura omofoba. Il 28enne ha rimosso appena possibile il contenuto, ma questo non è bastato: oltre alla multa e alla squalifica dovrà frequentare un corso di formazione su diversità, equità e inclusione. In questo primo scorcio di stagione del campionato nordamericano, Lletget salterà le partite dei Galaxy contro i New York Red Bulls e contro i Seattle Sounders.

LE SCUSE - Accettando senza riserve la sanzione disciplinare, quella pecuniaria e quelle accessorie, il giocatore ha anche deciso di scusarsi pubblicamente: "Ho sbagliato e sto cercando di assumermi la piena responsabilità. Ho pronunciato una parola che non dovrebbe mai essere detta. E sebbene ci siano state molte discussioni e dibattiti sul significato della parola a causa dei diversi dialetti in spagnolo e sulla diversità delle culture, la verità è che è una parola offensiva e non avrei dovuto dirla. È stata una scelta sbagliata da parte mia ed è stato un momento di pura stupidità. Sono un umano, ho commesso un errore, è proprio quello che è successo. Ma ora voglio rimediare". Insomma, l'importante è sempre riconoscere i propri errori e cercare di rimediare. Ma soprattutto, nella posizione dei calciatori, dare l'esempio ai ragazzi su come ci si comporta quando si riconosce di aver sbagliato. Un qualcosa che non tutti riescono a fare sempre...