Milan, Mira bene o mira…male?

Mirabelli chiude la finestra di mercato: il dirigente rossonero difende il proprio operato, ma i risultati sono perlomeno discutibili…

di Redazione Il Posticipo

Milan, finestra chiusa. Mirabelli è stato chiaro. Il mercato in ingresso è fermo: non vi saranno nuovi innesti a Gennaio. La squadra va benissimo cosi. Traduzione: Gattuso deve lavorare con i giocatori a disposizione e trovare all’interno della rosa le soluzioni per portare il Milan in zona Europa e provare ad arrivare in fondo alle coppe. Tutto su Gattuso quindi, chiamato a condurre in porto una stagione complicata, ma anche senza l’ausilio di alcuna scialuppa.

Dalla formalità al campo sono dolori

Il passaggio dalle cose formali a quelle di campo è stato traumatico. Il Milan ha speso 234 milioni per ritrovarsi con una squadra incompleta e 28 punti in 20 giornate. Poco più di un milione a punto. La sensazione è che Mirabelli sia un ottimo direttore sportivo ma che, misurandosi per la prima volta ad alti livelli, abbia sbagliato, risultati alla mano, parecchie valutazioni. Certamente non ha fatto tutto da solo, considerando che Montella era d’accordo sulle scelte di mercato, ma esaurite le attenuanti generiche resta una stagione che definire deludente è un eufemismo.

Si guarda in casa d’altri ma…

Il dirigente rossonero giustifica le scelte e difende il proprio lavoro accennando al caso Coutinho. Prospettive diverse: il Barcellona ha vinto tutto negli ultimi anni, si appresta a trionfare ancora e comunque ha incassato 220 milioni dalla cessione di Neymar. Il che si traduce in un credito fiduciario (in tutti i sensi, morali e materiali) pressochè illimitato. Gli investimenti possono anche essere ingenti, purchè redditizi. La Juventus, tanto per non fare nomi, ha speso 90 milioni per un solo giocatore, ma ha quasi sfiorato il triplete. E comunque anche gli investimenti più onerosi si ripagano, e con gli interessi, attraverso il valore intrinseco del calciatore. Le magliette vendute dal PSG con il nome e il numero di Neymare hanno ripagato, in 48 ore, l’ingaggio annuale. Non è esattamente il caso del Milan, che a conti fatti, non ha acquistato top player.

Dove sono i campioni?

Appunto. Al Milan dove sono i campioni? Quasi tutti gli acquisti si sono rivelati dei flop, anche nella gestione. Donnarumma è un caso a parte. Può andare via, se lo ritiene opportuno. Lo sarebbe, sopratutto per le casse rossonere. Bonucci si è ripreso solo da qualche settimana, Musacchio è sparito dai radar, Rodriguez è il meno peggio, Biglia è irriconoscibile. Andre Silva e Kalinic insieme hanno segnato la metà dei gol di Bacca. Calhanoglu, al netto delle ultime prestazioni, è poco più di una scommessa l’unico gioiello è stato scoperto quasi per caso, ed era già in casa: Cutrone. Ci si aspettava qualcosa di diverso. E senza un’inversione di tendenza, per il Milan… mira male.

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