Minacce e paura: Wenger in panchina con le guardie del corpo

Un amore così grande, finito molto male. La storia tra Arsene Wenger e l’Arsenal è terminata in tono minore. A dimostrarlo sono le indiscrezioni raccolte in un libro e confermate dal club.

di Redazione Il Posticipo

Un amore così grande, finito molto male. La storia tra Arsene Wenger e l’Arsenal, un binomio durato oltre vent’anni sulla falsariga di quello tra Manchester United e Ferguson, è stata un po’ la metafora di un rapporto di coppia. Nato tra lo scetticismo generale, divenuto travolgente e affascinante, ma poi trascinatosi un po’ troppo per le lunghe, ritardando un divorzio che, parole dell’ex allenatore, forse doveva arrivare prima. E gli ultimi anni sulla panchina dei Gunners sono stati davvero complicati per Wenger. A spiegare quanto, sono le indiscrezioni raccolte in un libro del giornalista John Cross e confermate dal club: Arsene ha avuto accanto, nei pressi della panchina, delle guardie del corpo durante ogni partita.

MINACCE – Una situazione paradossale per colui che, assieme a George Graham e Herbert Chapman, rappresenta il meglio che i tifosi dell’Arsenal abbiano mai visto sulla propria panchina. Eppure nelle ultime due stagioni l’insoddisfazione di una parte della tifoseria è sfociata in minacce più o meno serie all’incolumità del tecnico. Che avrebbe chiesto e ottenuto quel pizzico di sicurezza in più che sentiva necessaria, anche vista la mancanza di ostacoli nel calcio inglese tra il pubblico e il campo. Ultime scene davvero tristi, che contrastano con le gioie che nel corso di due decenni il francese ha saputo regalare ai Gunners. Vero, quello del calcio è un mondo in cui, nelle immortali parole di Brian Clough, nessuno dice mai grazie, ma il trattamento riservato a Wenger è certamente inaspettato.

REAZIONI ESAGERATE – Nel riportare la storia, il Sun evidenzia anche quale sarebbe stato il punto di non ritorno, quello che avrebbe fatto capire al tecnico che c’era qualcosa che non andava. Uno scontro con la tifoseria in occasione di un viaggio in treno di ritorno da una sconfitta contro lo Stoke a fine 2014. In quell’occasione il tecnico è stato vittima di numerosi insulti e solo l’intervento del personale della stazione ha evitato il contatto con diretto le frange più ostili dei supporter dell’Arsenal. Un problema, quello delle reazioni esagerate da parte dei tifosi, che pare preoccupasse parecchio l’ormai ex allenatore dei Gunners, che già all’epoca aveva chiosato “è una questione che diverrà sempre più comune, a partire dai prossimi anni”. E, viste le minacce ricevute, più o meno reali, Wenger è stato tristemente profetico.

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