Milioni, clausole e indipendenza catalana: i dettagli della folle offerta del City per Messi

El Mundo riporta le cifre della trattativa tra Messi e il Manchester City, avvenuta nel 2017 sotto la supervisione degli ex Barça Guardiola e Soriano e del padre della Pulce. Una storia fatta di soldi e di…problemi politici.

di Redazione Il Posticipo

Quando qualche tempo fa il presidente del Manchester City ha raccontato che la squadra di casa all’Etihad ha più volte provato a portare in Inghilterra Leo Messi, in molti hanno sorriso. Come si poteva pensare di sradicare l’argentino da Barcellona, la città (e il club) che lo ha accolto quando era ancora un ragazzino e in cui è divenuto una stella planetaria? Eppure, come riporta El Mundo, la possibilità che da blaugrana la Pulce diventasse…light blue c’è stata davvero. E le negoziazioni, sostiene il quotidiano spagnolo, sarebbero avvenute durante un momento molto particolare per il Barça e per tutta la comunità locale: quello del referendum per l’indipendenza della Catalogna.

MILIONI… – Una vera e propria…offerta pubblica d’acquisto, come la definisce El Mundo. Concetto esagerato? Macchè, visto che le cifre dell’affare erano davvero da alta finanza. Intanto, i 250 milioni da versare al Barcellona per pagare la clausola di Messi, che ora è stata aumentata. E poi la celebre “offerta che non si poteva rifiutare” descritta dal presidente del City, ma ora corredata da quello che sarebbe stato l’ingaggio della Pulce: 250 milioni netti in cinque anni, più cinquanta alla firma direttamente alla famiglia. Se ci si aggiungono le tasse, si arriva alla stratosferica cifra di 750 milioni. Un’offerta pensata e proposta con la supervisione di due ex Barça: quella di Ferran Soriano, che è stato vicepresidente al Camp Nou e che ora è consigliere di amministrazione del City, e ovviamente quella di Guardiola, oltre che del papà della Pulce, Jorge Messi.

…E INDIPENDENZA – I soldi però non sono tutto e di certo Messi non avrebbe mai neanche pensato di considerare un’offerta, seppur molto allettante, se non ci si fosse messa di mezzo la politica. La possibilità che la Catalogna potesse effettivamente ottenere l’indipendenza dalla Spagna, tagliando di fatto fuori dalla Liga (e dalla Champions?) i blaugrana, ha contribuito a scalfire le certezze della Pulce. Che però alla fine ha deciso di rimanere a Barcellona, firmando il rinnovo fino al 2021 con tanto di clausola da 700 milioni di euro e di stipendio netto da “soli” 35 milioni di euro all’anno. Ma, tanto per essere certi di evitare problemi, riporta El Mundo, nel nuovo contratto c’è una clausola molto particolare: se la Catalogna dovesse lasciare la Spagna e il Barça non dovesse partecipare in uno dei maggiori quattro campionati europei, il calciatore sarebbe libero. E allora sì che, senza dover pagare il cartellino, le offerte per averlo in squadra diventerebbero davvero…irrinunciabili.

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