Di Milinkovic-Savic non c’è solo Sergej…

Milinkovic-Savic è il protagonista assoluto di Roma-Torino. Vanja non sa solo calciare le punizioni: è un portiere di spessore.

di Redazione Il Posticipo

Cuore Toro. Oddio non solo cuore. Anche un po’ di fortuna, ma quella aiuta gli audaci. I granata si guadagnano il derby di Coppa Italia con la Juventus grazie a una prova accorta. Il Torino, semplicemente, ha sfruttato al massimo le occasioni che ha avuto e la Roma no. Però  i giallorossi possono appellarsi alle attenuanti generiche. Hanno trovato sulla loro strada una squadra ben organizzata in fase difensiva e abile a tesaurizzare ogni pallone. E poi Milikovic-Savic. Come? Milinkovic-Savic? Ma non gioca la Roma? Sì, ma anche il Torino…

Milikovic-Savic, non solo Sergej…

Quel cognome all’Olimpico deve per forza suonare familiare. Eppure c’è un altro Milinkovic-Savic che si guadagna la palma di migliore in campo. E non è Sergej. Però gli è molto vicino. Si chiama Vanja ed è il suo fratellino. Oddio, fratellino: è anche più alto e grosso. 202 centimetri per oltre 90 chilogrammi. Si è fatto notare già contro il Carpi, calciando sulla traversa un calcio di punizione. Un gesto tecnico che ha impressionato. Milinkovic, però, di base, è un portiere. E para. Eccome. I padroni di casa hanno calciato per 10 volte nello specchio della porta granata, trovando un muro insuperabile.

Un portiere fatto e finito

Milinkovic ha mostrato il meglio del proprio repertorio. Reattivo fra i pali. La stazza, ovviamente, lo aiuta nel raggiungere gli angoli e a spadroneggiare sulle uscite alte,  ma ha anche un esplosività nelle gambe fuori dal comune. Fisicamente, occupa tutta la porta. Ha una buona tecnica di base che va raffinata e deve migliorare nel senso della posizione. Con la Roma si è caricato di adrenalina dopo i primi interventi positivi e si è dimostrato impeccabile, disinnescando l’esecuzione di Dzeko dal dischetto. Kezman, il suo procuratore lo ha definito il Donnarumma serbo. Mihajlovic, che ha lanciato in prima squadra Gigio senza guardare la carta d’identità, ci sta pensando su. Sirigu è ancora sicuro del posto, ma alle spalle ha un concorrente grande e grosso.

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