Milan, testa al derby e occhi su Walcott, una fuoriserie low cost

Milan, testa al derby e occhi su Walcott, una fuoriserie low cost

Il Milan tenta Walcott. L’esterno inglese è scontento del trattamento riservatogli da Wenger e medita di lasciare Londra. Il Milan ci prova.

di Redazione Il Posticipo

Una notte da non sbagliare. La Coppa Italia è fondamentale. Se il Milan supera il quarto di finale nel derby della Madonnina, si apre la strada per un posto in Europa che vista la classifica rischia clamorosamente di sfuggire. La società comunque non vuole correre rischi. Il sesto posto deve essere raggiunto. Ed ha in mente un rinforzo low cost. Ovviamente in prestito, più con diritto che con obbligo di riscatto, ma che potrebbe comunque alzare il tasso tecnico della squadra. Theo Walcott.

Walcott è un lusso per la Serie A

Walcott è finito ai margini dell’Arsenal dopo 10 anni di onorata carriera spesa nei Gunners. Wenger non lo utilizza praticamente mai: le uniche apparizioni sono legate all’Europa League. Sinora ha giocato 45 minuti in Premier. Un tempo. Altro ne perderà, compresa la possibilità di giocarsi un posto per la Russia. L’ipotesi Milan non gli dispiacerebbe affatto. Del resto è un giocatore che, per caratteristiche, si adatterebbe perfettamente al 4-3-3 di Rino Gattuso. Il Milan, tra l’altro, si era interessato al calciatore anche la scorsa estate prima di puntare su altri obiettivi. Adesso l’idea è tornata di moda, complice il profondo malcontento del giocatore, praticamente disperso fra i fumi di Londra.

Cosa può dare al Milan

Walcott è un signor giocatore ed è ancora molto giovane: ha 28 anni ed è fisicamente integro dopo l’infortunio al ginocchio di qualche anno fa. In Italia, può essere decisivo. Chiunque arrivi dalla Premier, campionato molto più fisico e a ritmi molto più intensi rispetto alla serie A, sposta gli equilibri. É fra i giocatori più veloci al mondo (lanciato al massimo della velocità raggiunge i 35,50 chilometri orari). Nel 4-3-3 può fungere da esterno d’attacco e sfruttare la sua dote migliore: puntare l’avversario diretto e lasciarlo sul posto autolanciandosi lungo la fascia. Pur non essendo molto disciplinato tatticamente, sarebbe una risorsa preziosissima per un Milan che ha il proprio tallone d’Achille nel cambio di marcia. La discreta confidenza con il gol, fra l’altro, risolverebbe più di qualche problema a una squadra che soprattutto nelle ultime settimane fatica maledettamente a trovare la via della rete.

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