Milan, la G di Gattuso sul pareggio del Franchi

Il Milan di… Gattuso mostra i denti. In vantaggio con la viola, si aggrappa alla partita e trova un pari meritato.

di Redazione Il Posticipo

Il Milan chiude il 2017 con il marchio di Rino Gattuso. Il suo Milan, dopo la maratona del derby di Coppa Italia, è una squadra stanca. In generale è allungata, per certi (anche molti) versi ancora imperfetta, ma ha l’imprinting del tecnico calabrese. Non eccezionale tecnicamente, ma con una grande forza d’animo. I rossoneri hanno trovato un’anima, che si traduce nel coraggio di rimettersi in piedi dopo una brutta scivolata. La controprova arriva dal Franchi. La Fiorentina trova il gol del vantaggio, è più fresca, riposata, organizzata. Tutto insomma sembra incanalato verso l’ennesimo tracollo. Invece arriva la reazione che lascia ben sperare.

Ennesimo errore, però…

L’effetto derby sembra svanire al 71′ quando il Milan ricade, scivolando sui vecchi difetti. Linea difensiva lunga e larga su azione avvolgente: le distanze, queste sconosciute. Bonucci salta fuori posizione, Romagnoli è in ritardo. In mezzo ai due c’è Simeone che non deve neanche impegnarsi troppo per insaccare di testa. A venti minuti dal termine il Milan è sotto di un gol e tutto lascia credere che sia l’inizio della fine. Del resto, non è mai successo che i rossoneri raddrizzassero una partita. E però, c’è sempre una prima volta. E, sarà un caso, la reazione è molto “gattusiana”. Il Milan è stanco, ferito, approssimativo. Determinato, però, quasi feroce nel rincorrere il risultato e il pari. E lo trova con l’interprete meno atteso…

Calhanoglu, imprinting del tecnico

La reazione del Milan è nella classe di Suso e nella determinazione di…Calhanoglu. Lo spagnolo fa ciò che gli riesce meglio: dribbling, doppio dribbling, e tiro. Sulla ribattuta imperfetta tutti si aspettano Cutrone. Invece il tap in è di Calhanoglu. Il turco sembra…irriconoscibile. Entra in campo con uno spirito diverso rispetto al solito. In primis, concentrato: porta il pressing, insegue l’avversario, è sempre presente nel vivo del gioco. Il gol è solo un segnale, la ciliegina su un calciatore profondamente cambiato: in una parola? “Ingattusito”. Tutto lasciava credere che questa potesse essere l’ultima apparizione del turco in rossonero. Invece, la storia potrebbe continuare…

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