Milan, basterebbe poco: ogni cosa al suo posto…

Quasi la metà degli interpreti schierati a Napoli da Montella era fuori ruolo. E in casa rossonera si è persino soddisfatti di aver perso con il minimo scarto…

di Redazione Il Posticipo

Il Milan esce sconfitto dalla trasferta del San Paolo. Risultato che rientra tutto sommato nella logica delle cose. Quasi impensabile che i rossoneri potessero sbancare il fortino della capolista. Altrettanto innegabile però che le scelte di Montella siano state ancora una volta molto discutibili. E così il tecnico rossonero finisce nuovamente sul banco degli imputati.

Montella e il Milan in ritardo su tutti i fronti

Montella sta scegliendo regolarmente sempre la versione peggiore del Milan. Una squadra senza capo nè coda, frutto di esperimenti tattici che a volte sembrano più che altro fatti a tentoni, modi di cercare una soluzione che proprio non c’è. Anche perchè quasi la metà degli undici scesi in campo al San Paolo ha giocato fuori ruolo.  Idee, o meglio, tentativi quasi alchimistici di un allenatore che fatica evidentemente a trovare la quadra. Il Milan in quatto mesi e mezzo non ha mai dato la sensazione di una solidità: ed è indietro sotto tutti i punti di vista. Classifica, gioco, identità, schemi e condizione atletica. Solo un caso, identificabile nell’infortunio di Suso, ha restituito una logica alla squadra, che è migliorata solo per scelte dettate dalle contingenze piuttosto che da scelte specifiche.

Borini fuori ruolo, ma non solo

A proposito di scelte. Borini schierato da esterno basso è solo l’ultima delle idee più o meno discutibili del tecnico rossonero. Il Milan gioca con Rodriguez, che ha dato il meglio di sé in carriera da esterno basso a sinistra a tutta fascia, come difensore centrale di una difesa a tre. Bonaventura, nato mezzala, utilizzato sulla trequarti. Suso, ideale come esterno per il 4-3-3, snaturato in un ruolo da trequartista. E Silva in panchina. Kalinic triste per quanto è solo in avanti. Risultato? Nessun pallone giocato nell’area azzurra nel primo tempo. Roba che neanche il Benevento con la Juventus a Torino. Anche pensieri e atteggiamenti cozzano con le ambizioni di una squadra creata per raggiungere la Champions. Una squadra come il Milan non può permettersi il lusso di giudicare positiva una prova in cui si è semplicemente messo un po’ in difficoltà il Napoli. Nessuno ha chiesto di vincere in casa della capolista, ma neanche di assumere un atteggiamento così dimesso, quasi da provinciale soddisfatta di aver perso con il minimo scarto.

 

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