Milan, resta il coraggio

Milan, un punto guadagnato al netto degli errori di Icardi, ma due persi in ottica Champions. La sensazione è che i rossoneri siano un pizzico indietro rispetto alle concorrenti.

di Luigi Pellicone

Milan, il coraggio non manca. La qualità e la geometria, però, sì. Icardi dà una grossa mano a Gattuso, ma i rossoneri non approfittano della generosità dell’argentino. Anche perché, a proposito di sudamericani, sentono l’assenza del proprio regista.

Milan, si può dare di più

Il Milan ha giocato la sua onesta partita, contro una squadra in grande crescita e con la serenità di poter gestire due risultati su tre. I rossoneri, però, hanno sofferto e non poco in uscita. Le transizioni sono apparse faticose: palloni trascinati più che ribaltati, complice l’assenza di Biglia, l’uomo capace di dettare i tempi. Risultato: centrocampo in balia del palleggio nerazzurro e Milan incapace di ripartire, nonostante una buona organizzazione difensiva che ha limitato i danni contro una squadra capace di segnare otto reti nelle ultime due partite. Al netto degli errori di Icardi, il Milan non ha concesso granché e probabilmente avrebbe anche avuto l’occasione di pareggiare anche se i nerazzurri fossero andati in vantaggio. Il problema risiede nella qualità.

Questione di centimetri

A conti fatti, il derby rossonero è tutta questione di centimetri. Quelli che salvano dalla capitolazione e i pochi che tolgono a Cutrone una rete che neanche Cristiano Ronaldo. L’Inter si è scoperta e ha concesso, ma il gioco rossonero che si regge su riconquista del pallone, ripartenze con cambi di gioco e le sovrapposizioni, si è spesso scontrato con la misura approssimativa dei passaggi. In questo senso, Bonaventura ha fatto rimpiangere, eccome, Biglia.  Il centrocampista ha sbagliato due-tre appoggi facili in transizione, costati qualche tempo di gioco che avrebbe messo in grave difficoltà la difesa nerazzurra. Succede: non è esattamente il mestiere di Jack, più portato all’appoggio e al palleggio che alla verticalizzazione. La sua partita però fotografa quella del Milan. Discreto, ma per certi versi incompleto. Forse meno attrezzato. La sensazione è che serva un aiutino da chi è davanti per ambire all’Europa che conta. Ma rispetto al passato, resta comunque un altro Milan.

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