Da Schnellinger a Ganz, i leggendari Milan-Inter di Coppa Italia

Di Bobo Craxi. Il derby della Madonnina in Coppa Italia non è una novità, ma è un’ottima occasione di raccontare molte storie ormai dimenticate e personaggi semi-mitologici.

di Bobo Craxi

In una fredda serata di metà dicembre, due eventi di segno opposto: da un lato l’annunciata separazione sentimentale fra il popolo milanista il suo portiere ondivago e volubile, dall’altra il primo piccolo successo di Rino Gattuso, che trascina il Milan ad un quarto di Coppa Italia di fine anno che si giocherà con l’Inter. Stavolta Verona non é stata fatale, ma un’utile sparring partner per delineare equilibri e piccole geometrie nella convalescenza rossonera.

Derby di Coppa Italia dunque, come é accaduto già altre volte nella storia della stracittadina. Il Milan ha i precedenti a suo favore nel computo dei match andate e ritorno e soprattutto in una celeberrima finale, vinta contro i cugini nel 1978 nel caldissimo San Siro di Luglio. Trofeo sollevato con gol di Maldera e Braglia nell’ultima partita di Sandrino Mazzola, che mesto se ne uscì dal campo citando il padre Dante: vuolsì cola ove non si puote e non si vole…

Le sfide incominciarono nel 1958, con il Milan ad avere la meglio e proseguirono alla fine degli anni sessanta nell’anno dello scudetto rossonero (1967/68), con una partita che terminó 4-2 per il Milan con goal di Rosato e Schnellinger, la coppia difensiva centrale di Rocco. Negli anni settanta quando la Coppa Italia era caduta in disgrazia ed in disuso, il Milan eliminó l’Inter nel 1972 e nel 1975 con goal di Sabadini e Bigon e fu eliminato dall’Inter nel 1974. Reti di Mazzola e Boninsegna, in un derby che si tenne il primo Maggio in un clima di fortissima tensione e di contestazione (non dimentichiamo cosa fossero quegli anni) e in cui Nereo Rocco fece esordire un portiere italo-Argentino di nome Cafaro.

Il Milan fu eliminato nel 1980, ma di quel doppio derby si ricorda la grande inzuccata dello squalo Joe Jordan. I rossoneri, redivivi, tornarono a rivincere un derby nel 1985, con goal di Virdis e Icardi (Andrea!) all’andata e con un pareggio del “romanista” Scarnecchia al ritorno, unica prestazione del tornante fortemente voluto da Nils Liedholm. Nel freddo gennaio del 1993 all’andata in casa Milan l’Inter strappó un’insperato zero a zero; al ritorno, in una nebbia che non si vedeva da anni, i rossoneri schiantarono l’Inter segnando tre goal nel solo primo tempo. Gullit in gran spolvero, ma la vera meraviglia della serata fu il goal di tacco al volo di J.P.P, il francese Jean Pierre Papin, insignito del Pallone d’Oro e strappato al Marsiglia del magnate Tapie.

L’Inter pativa lo strapotere rossonero di quegli anni, ma riuscì a passare il turno di Coppa Italia (complice anche il turnover che alleggeriva la squadra rossonera) nel 1994, con un doppio 1-2 all’andata ed al ritorno. La doppia sfida si rigiocó nel gennaio del 1998. L’Inter era quella di Ronaldo destinata a diventare uno squadrone, il Milan era claudicante. Guidato da Fabione Capello, stentava in campionato ma aveva strappato dalla panchina nerazzurra Maurizio Ganz, frustrato dalla condizione di riserva di lusso. Scese in campo in quel freddo mercoledì di derby, poca gente sugli spalti a causa della diretta televisiva. Nel giro di mezz’ora i nerazzurri erano sotto di tre goal. Savicevic faceva il bello ed il cattivo tempo, Ganz si procuró un rigore e si tolse il lusso di andare a festeggiare il 4-0 sotto la curva dei suoi ex tifosi, il 5-0 lo marcó su punizione tale Nielsen, terzino danese mai più visto sugli schermi. La sconfitta aprì la crisi nerazzurra e illuse i milanisti.

Ma così sono i derby di Coppa Italia, che per giunta si giocano spesso di sera negli improbabili mesi di dicembre o gennaio, come capiterà nelle prossime settimane. Il derby è sempre il derby, ma anche la coppa Italia è sempre la coppa Italia, nonostante ormai le squadre le mostrino attenzione solo quando i rispettivi obiettivi di stagione sono in via di fallimento. Non è il caso dell’Inter, in piena corsa scudetto, ma quello del Milan che obiettivi alla portata oggettivamente non ne ha e potrà vivere di risarcimenti simbolici. Questo primo obiettivo di Gattuso cade a proposito. Saprà caricare la sua squadra, attribuendo a questo derby di fine anno un significato stagionale di carattere semidecisivo? Staremo a vedere…

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