Gattuso fa fuori Suso?

Gattuso elogia Belotti, ha in mente il 4-3-1-2 e studia Calhanoglu come regista. E lo spagnolo, che ruolo avrebbe in questo scenario?

di Redazione Il Posticipo

Milan, Addio Suso? Beh, tre indizi costituiscono una prova. Gattuso elogia Belotti, ha in mente il 4-3-1-2 e studia Calhanoglu come regista. Parole non casuali, figlie di una scelta precisa. Il tecnico calabrese vuole un Milan diverso. E la società è a caccia di un grande attaccante. Anche sacrificando uno dei calciatori di maggior talento.

PRIORITÁ – Il Milan, negli ultimi sedici metri, stenta a trovare sbocchi e soluzioni. Inutile girarci intorno: serve una punta da venti gol l’anno. Un giocatore come Belotti (il che non significa che sia lui). Controindicazione: quei prototipi costano. Anche parecchio: la sensazione è che il Milan non voglia ripetere l’esperienza di questa stagione. Meglio non “spacchettare” 60 milioni di euro per due buoni giocatori. Piuttosto investirli. Tutti insieme, per un top player dell’area di rigore. Resta da individuare il profilo giusto (anche se Gattuso un’idea l’avrebbe…) e poi come trovare il modo per finanziare l’acquisto, considerando che con ogni probabilità il mercato rossonero sarà condizionato dalla UEFA. Per forza di cose, l’ingresso di un top player dovrà coincidere con un sacrificio importante, “suggerito” proprio dallo stesso Gattuso.

E SUSO? – Il sacrificato, con ogni probabilità, potrebbe essere Suso. Per una serie di buoni motivi. In primis, il più logico: ha tantissimo mercato. Diversi club staccherebbero volentieri l’assegno di trentotto milioni di euro per portarsi a casa lo spagnolo. L’eventuale cessione finanzierebbe in larga parte l’acquisto dell’attaccante da venti gol a stagione. L’altro fattore “scatenante” è la scelta del modulo. Il 4-3-1-2 non prevede l’utilizzo degli esterni, anzi, li penalizza.  Obiezione: Suso potrebbe agire da trequartista. Respinta con perdite: Suso, in quel ruolo, ha sempre faticato parecchio. È un’ala che ama partire dall’esterno e convergere per poi tentare la conclusione sul secondo palo. Tecnica sopraffina ma monotematica. I movimenti di Suso sono straordinari quanto prevedibili. Non a caso, lo spagnolo, ultimamente, incide molto meno. E da regista offensivo faticherebbe ancor più che sulla fascia, per la sua facilità nell’essere ingabbiato. Ecco perché tutto lascia credere che sia lui, il “prescelto”.  Per quasi quaranta milioni di ottimi motivi.

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