Sotto l’albero che vorrei: Milan, ricostruzione con criterio logico

Il Milan è da rifondare ma non tutto è perduto. Le Coppe lasciano uno spiraglio ancora aperto, ma è necessario ripartire da uomini di carattere.

di Redazione Il Posticipo

Natale amarissimo per il Milan. Neanche il più pessimista dei tifosi rossoneri avrebbe immaginato una squadra più vicina alla zona retrocessione che al quarto posto. Un flop totale che genera ulteriori conseguenze. In primis, la stangata dell’UEFA, che costringerà la società rossonere a rivedere conti e progetti. E poi la conduzione tecnica. La squadra sembra quasi abbandonata a sé stessa. Anche se, sulla carta almeno, la stagione si può salvare. Molto, se non tutto, dipenderà dalle coppe. Il Milan è ancora in corsa per l’Europa League che potrebbe schiudere le porte della Champions. Anche se l’impresa appare complicatissima.

Urge ricostruzione

Le cifre condannano il mercato e le scelte della dirigenza. 234 milioni, 11 acquisti per una squadra incompleta in tutti i reparti. Il Milan ha speso tantissimo per comprare tanti buoni giocatori ma non ha un leader tecnico, nè un’anima. Serve una profonda ristrutturazione. Creando uno zoccolo duro. Pilastri su cui si possa reggere il resto della squadra. La rifondazione, per forza di cose, passerà anche attraverso cessioni eccellenti. Il Milan ha assoluta necessità di vendere qualche big. I primi a partire potrebbero essere proprio quei calciatori che, a dispetto dell’indubbio valore tecnico, hanno deluso le aspettative ma offrono ancora ampi margini di manovra, e quindi di rientro spese, sul mercato. Silva, Calhanoglu e uno fra Donnarumma e Bonucci potrebbero lasciare in tempi più o meno brevi.

Serve un…Conte

Sotto l’albero servirebbe, oltre alla vittoria nel derby di Coppa Italia, anche un tecnico capace di prendere in mano la situazione e trarre il massimo da un parco giocatori che non sarà da primo posto, ma neanche da metà classifica. Gattuso è il meno colpevole, forse anche vittima della situazione venutasi a creare. Però anche Ringhio ci ha messo del suo. Alcune scelte tattiche sono apparse discutibili. Il materiale umano a disposizione ha evidenti lacune caratteriali. Il Milan giochicchia anche, poi quando subisce il gol si perde, inghiottito dalla paura. Ecco perchè Conte sarebbe il tecnico ideale per una squadra che va allenata soprattutto nella testa. La sensazione è che affidandogli la rosa questo Milan possa crescere in modo esponenziale.

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