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Milan, Gattuso è l’ultimo responsabile: e allora di chi è la colpa di questo flop?

Natale amaro in casa Milan, fra delusioni in campo, problemi finanziari e nessuno che alzi la mano per prendersi la responsabilità di una stagione che prende sempre più la forma del fallimento.

Redazione Il Posticipo

Natale amarissimo in casa rossonera. Un albero senza luci, ma con tantissime ombre. Gattuso, insediatosi da neanche un mese, ha già le ore contate. E davanti a sè due sfide complicatissime. Il derby di Coppa Italia e la partita con la Fiorentina. Quanto basta per rendere irrespirabile l'ambiente intorno a Milanello, dove lo sport preferito è  lo scaricabarile. Gattuso è convinto di non essere responsabile, la dirigenza ritiene di aver allestito una buona squadra. E allora perchè il Milan è più vicino alla zona retrocessione che al quarto posto?

Le colpe di Gattuso

Gattuso non pensa a dimettersi, ritenendosi l'ultimo responsabile. In effetti ha ereditato una squadra che non è sua, in difficoltà dal punto di vista tecnico e tattico. Ringhio non ha ancora dato un'impronta di gioco, ma neanche la famosa scossa che gli si chiedeva. Neppure il ritiro ha sortito gli effetti sperati. E anche il tecnico è apparso in confusione nelle scelte. Si è consegnato tatticamente a Gasperini, sfidando a specchio una squadra più organizzata e in condizioni fisiche straripanti rispetto ai rossoneri. E non ha cambiato né modulo né uomini sino al 70', quando ormai la partita era persa. Non esattamente una visione lucidissima. Anche contro il Verona, in campionato, si è fatto tradire dalla foga. Nel tentativo di raddrizzare la barca, l'ha affondata, consegnando la fascia destra a Romulo. Ha trascurato Silva, decentrato Cutrone, riproposto un Kalinic in evidente crisi. Insomma, non esattamente esente da colpe.

Le colpe della squadra

La squadra, dal canto suo, non ha mai trovato davvero l'amalgama. Il Milan regge poco e male il capo, poi crolla una volta subita la rete. Non è mai riuscito a rimontare un risultato e i presunti leader sul campo sono i primi ad andare a picco. Era legittimo attendersi che i giocatori più rappresentativi prendessero per mano i compagni. Invece questo Milan è senza anima. E costrutto. Una squadra insoluta, labirintica. Si perde nelle proprie paure e non conserva quel poco che produce.

Le colpe della dirigenza

Mirabelli difende il proprio lavoro, ma risultati lo condannano senza appello. 236 milioni, 11 giocatori acquistati. E un grande flop. Il Milan allestito si ritrova lontano anni luce dalla vetta. Le otto sconfitte maturate nelle prime 18 giornate sono ineccepibili dal punto di vista tecnico. Il Milan ha perso con tutte le squadre che lo precedono in zona Europa. E l'acquisto dei tanti nazionali è sconfessato dal ranking FIFA. Solo Biglia, peraltro irriconoscibile, gioca in una nazionale che può ambire al mondiale. Tutti gli altri appartengono a selezioni di seconda fascia o, addirittura, a squadre che neanche parteciperanno a Russia 2018.

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