L’iceberg da 150 milioni che affonda il Titanic rossonero

Milan, allarme rosso. Come la Cina, che continua a nicchiare sulla possibilità di nuovi fondi, e come il bilancio del mercato: molti degli acquisti non stanno assolutamente portando i risultati previsti.

di Redazione Il Posticipo

Dall’euforia alla depressione sportiva il passo è breve. Molto. Nell’arco di quattro mesi, il tifoso milanista ha provato qualsiasi stato d’animo immaginabile e le montagne russe non sembrano essere finite. Al momento attuale, si corre su binari bassi, anzi, si naviga a vista. E dal ponte del Titanic rossonero, partito fine luglio dal porto dell’Europa League con i crismi del transatlantico inaffondabile, comincia a scorgersi qualche blocco di ghiaccio. Uno rosso come la Cina, che continua a nicchiare sulla possibilità di nuovi fondi alle società calcistiche. L’altro rosso come il bilancio della campagna acquisti del Milan: 220 milioni spesi, di cui almeno 150 non stanno assolutamente portando i risultati previsti.

L’attacco spuntato

La punta dell’iceberg è certamente l’attacco, il reparto che più è stato rivoluzionato dal mercato estivo. Sono arrivati Nikola Kalinic (25 milioni), Fabio Borini (10 milioni) e Andrè Silva (38 milioni). Nelle intenzioni della società, un trio capace di cambiare volto alla squadra. Nella realtà, il tris d’assi ha portato in dotazione tredici reti tra campionato e coppe varie, quattro in meno del solo Icardi, tanto per fare un paragone con i cugini, cinesi anche loro. Considerato che il buon Cutrone, che la nuova società ha trovato già in rosa, ha regalato otto gioie ai tifosi rossoneri, gli oltre settanta milioni di euro spesi non hanno appuntito l’attacco del Milan, anzi. Dei tre nuovi acquisti solo Borini, peraltro giocando ovunque tranne che in attacco, pare aver giustificato almeno un minimo la spesa. Sessanta milioni, dunque, potevano essere spesi meglio dal Milan.

Il centrocampo degli assenti

Da non sottovalutare le scelte per il centrocampo. Gli arrivi di Lucas Biglia (24 milioni), Hakan Calhanoglu (22 milioni) e Franck Kessie (28 milioni) dovevano costituire la mediana di lotta e di governo in grado di catapultare i rossoneri di nuovo nelle posizioni che contano della classifica. Chi ha giocato di più tra i tre è l’ivoriano, che ha iniziato alla grande, salvo poi soccombere alla stanchezza e alla mancanza di alternative nel suo ruolo. L’argentino ed il turco si sono invece visti in campo ad intermittenza, senza però mai giustificare a pieno le cifre spese per acquistarli. Biglia è frenato dai frequenti infortuni (una situazione già nota ai tempi della Lazio) e Calhanoglu dalla testa (e anche qui non si può sostenere che non fosse cosa nota). Altri quaranta milioni, considerando Kessie come un buon inserimento, che pesano non poco sul bilancio del Milan.

La difesa degli equilibri mancati

Ma ciò che rispetto allo scorso anno ha decisamente spostato gli equilibri (e non in meglio) del Milan è la difesa, la parte sommersa dell’iceberg. Il fiore all’occhiello della campagna acquisti, Leonardo Bonucci, è costato ben quaranta milioni di euro. Al momento attuale, pur mantenendo inalterato il giudizio sul valore del campione, troppi per il rendimento mostrato. Musacchio, arrivato dal Villarreal per 18 milioni, ha cominciato convincendo Montella, ma ora sembra la vittima sacrificale designata del passaggio a quattro di Gattuso. Valutazione differente, per motivi opposti, per i due esterni. Conti è ingiudicabile, essendo out da inizio ottobre. Rodriguez…poteva fare meglio, anche se tra gli acquisti in difesa è quello che finora ha reso di più. Considerando il prezzo (18 milioni anche per lui) e il fatto che spesso è stato schierato fuori ruolo, forse va escluso dal conteggio. Che, al netto di tutti questi ragionamenti, si aggira sui cinquanta milioni.

In totale, un bell’iceberg da 150 milioni, che rischia di affondare il Milan sia dal punto di vista tecnico che finanziario. Per chiunque sia al timone a Milanello, si prospettano tempi duri. E di fare la fine dell’orchestra, che continua a suonare mentre il Titanic affonda, non è veramente il caso…

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