Milan, la notte dei desideri di Leonardo Bonucci

Milan, la notte dei desideri di Leonardo Bonucci

A due giorni dalla finale di Coppa Italia Leonardo Bonucci sogna lo sgambetto ai suoi compagni e al suo ex tecnico. E il primo trofeo con il Milan.

di Redazione Il Posticipo

Una notte particolare. Bonucci contro il suo passato. Complicato? Di certo non sarà una partita qualunque per il capitano del Milan, che si gioca il suo primo trofeo in rossonero proprio contro la sua ex squadra. E qualora vincesse, alzerebbe la coppa in faccia a chi, neanche dodici mesi fa, trascinava al successo.

BIS – Le finali di Coppa Italia portano fortuna a Leonardo Bonucci. Lo scorso anno, contro la Lazio, trova la via del gol dopo appena ventiquattro minuti e chiude la pratica. 2-0 secco. Poi Cardiff. E succede quel che succede. Un anno dopo, il viaggio è nuovamente verso Roma, però partendo da 147 km da Torino. Milano-Roma, tragitto breve, ma la sensazione è che Bonucci volerebbe sino in capo al mondo pur di vincere. Del resto, alla Juventus ha già segnato.

NEMICO – Ma rispetto a Juventus-Milan, Bonucci ha bisogno di un risultato diverso rispetto a quello maturato allo Stadium quando ha scritto il suo nome nel tabellino dei marcatori. In campionato non è stato sufficiente. Se ci riuscisse all’Olimpico centrerebbe un doppio record. Entrare nel club di chi ha vinto due Coppe Italia consecutive con due maglie diverse in un biennio e soprattutto interrompere il dominio incontrastato del “nemico” Allegri, che da quando siede nella panchina della Juventus centra regolarmente il “double”.

LEADER – Il Milan e Gattuso si aggrappano a lui. Leo è l’uomo di maggiore esperienza. Sa come gestire e dosare le emozioni di una finale. È perfettamente consapevole delle pieghe che può assumere l’incontro e, soprattutto, ha una conoscenza pressoché assoluta di punti forti e deboli degli avversari. La Juventus resta favorita ma appare stanca. Il Milan ha voglia di ricominciare a vincere. E Bonucci di non smettere. Del resto, sarebbe la sua prima stagione senza trofei da sei ani a questa parte. Continuare, significherebbe anche provare a aprire un ciclo da un’altra parte. E dimostrare, soprattutto a se stesso, di essere sì, un calciatore in grado di spostare equilibri e trofei.

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