Mido, che attacco a Salah: “Non doveva andare a quel matrimonio, ma i dirigenti federali non dicono niente perchè sono dei codardi…”

Momo Salah torna dalla pausa per le nazionali con un fratello sposato…e con il Covid-19. L’attaccante dei Reds è al centro delle polemiche per aver partecipato al matrimonio di suo fratello senza prendere precauzioni per evitare il contagio. E ora arriva l’affondo da parte di una vecchia gloria della nazionale dei Faraoni.

di Redazione Il Posticipo

Nonostante la pausa per le nazionali, non è esattamente un buon momento per il Liverpool. Al ritorno dallo stop, Klopp si ritroverà con un bel mal di testa quando ci sarà da fare la formazione. Tra infortuni vecchi e nuovi, il tecnico tedesco non avrà a disposizione tutta la difesa titolare e deve affrontare parecchie assenze anche in altre zone del campo. Alcune delle quali, forse, erano evitabili. Come quella di Momo Salah, che dal viaggio in Egitto torna con un fratello sposato…e con il Covid-19. L’attaccante dei Reds è al centro delle polemiche per aver partecipato al matrimonio di suo fratello senza prendere precauzioni per evitare il contagio.

NEGLIGENTE – E ora arriva l’affondo da parte di una vecchia gloria della nazionale dei Faraoni. Mido non è esattamente uno che si tiene dentro quello che pensa e, come riporta il Daily Mail, ha affrontato l’argomento ai microfoni dell’emittente AlNahar TV. “So benissimo che potrei finire sotto attacco per i miei prossimi commenti, ma devo comunque farli. Mohamed Salah ha fatto un grandissimo errore a partecipare al matrimonio di suo fratello a pochi giorni da una partita con la nazionale egiziana. Ha dimostrato una grande negligenza riguardo le misure di prevenzione contro il coronavirus ed il risultato è che ora è infetto, mettendo a rischio la salute anche dei suoi compagni”.

PAURA – Mido è un fiume in piena al riguardo. “Non doveva andare al matrimonio, specialmente ora. C’erano 800 persone e la metà lo ha abbracciato e baciato”. E ce n’è anche per la federazione: “L’altro punto è che i responsabili non parlano, il che dimostra che Salah è ancora più importante della nazionale. Quando io ho saltato la Coppa d’Africa nel 2006 mi hanno escluso per sei mesi. E invece stavolta i dirigenti federali non hanno detto una parola, perchè sono dei codardi e temono la reazione dei tifosi di Salah. Io non mi pongo il problema e dico quello che va detto. Salah deve essere incolpato di quello che ha fatto, ma tutti hanno paura di dirlo”. Non proprio il modo migliore per gettare acqua sul fuoco.

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