Messico, amichevole in carcere tra due cartelli della droga finisce nel sangue: 16 morti

Messico, amichevole in carcere tra due cartelli della droga finisce nel sangue: 16 morti

Il calcio è, da sempre, un ottimo modo per sbollire le tensioni. Dunque anche negli istituti di pena, le partitelle tra detenuti sono ben viste e permesse. Peccato che in Messico qualcuno abbia deciso di far scontrare due squadre un po’ troppo particolari: quelle di due cartelli della droga.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è, da sempre, un ottimo modo per sbollire le tensioni. La storia della tregua di Natale del 1914 insegna, persino durante una guerra brutale come il primo conflitto mondiale c’è sempre tempo per correre dietro a un pallone e dimenticare odio e inimicizia. Dunque anche negli istituti di pena, le partitelle tra detenuti sono ben viste e permesse. Peccato che negli ultimi giorni del 2019 in Messico qualcuno abbia deciso di far scontrare due squadre un po’ troppo particolari: quelle di due cartelli della droga. La partita si è tenuta nel penitenziario di Cieneguillas, nello stato di Zacatecas, e ha avuto un risultato decisamente inatteso: sedici morti.

RISSA – L’amichevole, ammesso che si possa chiamare così, si è svolta tra i membri del Cartello del Golfo (basato a Matamoros) e dei Los Zetas, associazione a delinquere nata come gruppo paramilitare. A creare il caos, come riporta La Jornada, è stato un intervento di campo, che ha causato una rissa. Rissa che si è poi trasformata in un vero e proprio conflitto a fuoco tra le due fazioni, durato oltre due ore, e sedato con una certa difficoltà da parte delle forze di polizia e della Guardia Nacional. Le notizie che arrivano dal Messico parlano di 15 morti sul luogo e di un decesso in ospedale. Senza contare il terrore dei molti visitatori, arrivati per passare una giornata con i loro parenti e che si sono ritrovati invischiati in una situazione assai pericolosa.

TUTTO ORGANIZZATO? – La Jornada spiega che con tutta probabilità la rissa è stata causata consapevolmente, nel tentativo di creare una rivolta, spedire l’istituto di pena nel caos e spalancare così la possibilità per i detenuti di provare a evadere. Alla fine del bagno di sangue sono stati sequestrati coltelli e armi da fuoco, compreso un fucile. Insomma, i detenuti erano pronti a tutto fuorchè a una vera partita di pallone. Una scena che riporta la mente alle celebri amichevoli disputate ne La Catedral, il carcere colombiano in cui era rinchiuso Pablo Escobar, a cui negli anni hanno preso parte persino Diego Armando Maradona e Renè Higuita. In questo caso, però, niente numeri pazzeschi, ma solo tanta violenza. E stavolta è il caso di dire che il calcio non c’entra davvero nulla.

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