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Messias, CR7 e gli altri: quando il pallone salva dalla povertà, dalla guerra o da una vita difficile

La bella vita dei calciatori nasconde spesso tutte le enormi difficoltà vissute per arrivare all'apice del successo. A volte si tratta di lotte giornaliere per sopravvivere, per dei ragazzi che però trovano nel calcio la via di salvezza.

Redazione Il Posticipo

MADRID, SPAIN - NOVEMBER 24: Junior Messias of AC Milan celebrates after scoring their side's first goal during the UEFA Champions League group B match between Atletico Madrid and AC Milan at Wanda Metropolitano on November 24, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Un ex muratore che diventa un calciatore del Milan all'età di trent'anni e che in uno stadio importante come il Wanda Metropolitano segna il gol che riapre le speranze rossonere di qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta di Champions League e poi diventa protagonista anche in campionato. Una storia da favola quella di JuniorMessias, che qualche anno fa giocava in Eccellenza e per mantenersi ha dovuto abbinare più di un lavoro "normale" al calcio, come anche quello da fattorino porta a porta. Un'esperienza che spiega che il pallone a volte non è solo un modo di diventare ricchi e famosi, ma un qualcosa che permette di sfuggire da una vita che invece racconta altro. Povertà, guerra, storie familiari che fanno rabbrividire. Per molti, il calcio significa riscatto. Vuol dire, attraverso una palla che rotola, smettere di vedere la propria vita...andare a rotoli. Come accaduto a parecchi altri colleghi.