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Messi si mette a nudo: “Tornavo da Rosario e piangevo. Ho smesso di parlare con tanti amici per la distanza”

(Photo by David Ramos/Getty Images)

Non si vive di solo calcio, persino se ci si chiama Leo Messi. L'argentino ha raccontato qualche particolare sulla sua infanzia, a partire dai ricordi di quando girava per le strade di Rosario con accanto il pallone.

Redazione Il Posticipo

Non si vive di solo calcio, persino se ci si chiama Leo Messi. L'argentino ha rilasciato un'intervista a Olè in cui ha affrontato diversi argomenti, tra cui qualche particolare sulla sua infanzia e su come vive ora che è uno dei giocatori più famosi e amati di tutti i tempi. Un Messi più...umano, a partire dai ricordi di quando girava per le strade di Rosario con accanto il pallone.

AMICIZIE - "Avevo quattro o cinque anni e già andavo in giro con il pallone ai piedi, sin da quando ho cominciato a camminare. Mi ricordo delle mie prime partite su un campo vero, quello del Club Grandoli. Ho fratelli, ho cugini più grandi e ci vedevamo sempre per giocare. Non mi ricordo come era il mio primo pallone, ma mi ricordo che me lo portavo sempre dietro, poi ho cominciato a giocare nel club". Insomma, tra gli amici di infanzia c'è anche il pallone. Anche perchè gli altri, purtroppo, la Pulce li ha persi di vista. "Quando tornavo da Rosario piangevo sempre, volevo tornare a Barcellona per continuare a fare quello che avevo sempre fatto, ma mi costava lasciare tutto quello che avevo e sapevo che non sarei tornato per almeno altri sei mesi. E ho perso molte amicizie, comunicare era difficile. Oggi come oggi qualsiasi ragazzino di 13 o 14 anni ha un telefono, ma all'epoca non era così, soprattutto in Argentina. Quindi era complicato e molti rapporti li ho persi, ho smesso di parlare con parecchi amici a causa della distanza".

 BARCELONA, SPAIN - DECEMBER 16: Lionel Messi of FC Barcelona runs with the ball during the La Liga Santander match between FC Barcelona and Real Sociedad at Camp Nou on December 16, 2020 in Barcelona, Spain. Sporting stadiums around Spain remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by David Ramos/Getty Images)

BARBA E HOBBY - Passando ad argomenti meno profondi, c'è modo per parlare di quello che è stato un segno distintivo della Pulce: la barba. Quando ha cominciato a farsela crescere? "La questione della barba parte dal fatto che per molto tempo mi sono sempre rasato, il mio sponsor era Gillette e mi chiedevano che per quanto possibile avessi sempre il viso pulito. Ma a un certo punto mi sono detto 'basta, non me la faccio più'. E poi nella Copa América del 2016 c'erano molti calciatori con la barba e l'ho fatto anche io. Poi magari a volte mi prende il matto e me tolgo, o me la faccio crescere ancora più lunga". E poi gli hobby, perchè persino Messi ce li ha. E ovviamente sono sportivi. "Mi piace il padel. Gioco spesso con Pepe Costa, io corro e lui ci mette la qualità. Non giochiamo tantissimo perchè andiamo in campo ogni tre giorni, ma mi diverto". Conoscendo la Pulce, poco da sorprendersi se fosse molto competitivo anche in quello!