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Messi: “Mi pento di quello che ho fatto dopo la finale Champions del 2006. A volte vorrei passare inosservato”

PARIS, FRANCE - SEPTEMBER 28: Lionel Messi of Paris Saint-Germain lies behind the Paris Saint-Germain wall as they defend a free kick during the UEFA Champions League group A match between Paris Saint-Germain and Manchester City at Parc des Princes on September 28, 2021 in Paris, France. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Settimo Pallone d'Oro e settima intervista di Leo Messi a France Football per festeggiare il premio. La Pulce cita un episodio di cui si pente, il rapporto con CR7 e Neymar e spiega che a volte...non vorrebbe essere Messi.

Redazione Il Posticipo

Settimo Pallone d'Oro e settima intervista di Leo Messi a FranceFootball per festeggiare il premio. L'argentino parla di tantissime cose, citando un episodio di cui si pente, il rapporto con Cristiano Ronaldo e con Neymar, ma anche facendo un accenno alla sua vita privata e alla volontà, di tanto in tanto, di...non essere Messi.

PENTITO - Può Messi guardare alla sua carriera e pensare che avrebbe potuto fare qualcosa diversamente? Sì, quando nel 2006, dopo la Champions vinta dal Barcellona con Rijkaard in panchina, la giovanissima Pulce non partecipa ai festeggiamenti. "Mi pento di averlo fatto, ma non mi ero reso conto di quello che stava succedendo. In quel momento pensavo solamente al fatto di non aver giocato, almeno mi sarebbe piaciuto essere in panchina quella notte. Prima del mio infortunio avevo partecipato alla cavalcata in Champions ed ero deluso. Ma è un episodio di cui mi pento profondamente. Abbiamo vinto quella Champions e non ero certo che sarebbe successo di nuovo, perchè è una competizione molto difficile in cui trionfare. Poi, per fortuna, ho avuto l'opportunità di godermi la situazione".

CR7 e O NEY - C'è spazio anche per parlare della rivalità con CR7, appena arrivato a 800 gol. Messi punta a superarlo? No... "Io punto sempre a superare me stesso e non vedo quello che fanno gli altri. Con Cristiano siamo stati in competizione nello stesso campionato per anni, è stato magnifico ed è servito per crescere nelle nostre carriere, ma senza mai guardare l'uno all'altro. Io voglio superare me stesso per essere il migliore, non meglio di qualcuno". E dopo un rivale, un amico: Neymar, che voleva lasciargli la maglia numero 10 al PSG, ricevendo però un secco rifiuto. "Il 10 è il suo, io sono arrivato in una squadra nuova per dare una mano. Da parte sua è stato un gesto straordinario, ma me lo aspettavo perchè conosco Neymar, siamo amici dai tempi di Barcellona. Ma mi sembrava giusto che il 10 lo tenesse lui".

INOSSERVATO - E poi, più che Messi, Leo. Il ragazzo diventato uomo, che però non può certo permettersi di andare in giro senza essere riconosciuto. Dunque, a volte, essere Messi non è così bello. "Sono stato Messi per 34 anni, sto cominciando ad abituarmi. Sono contento di tutto quello che mi è successo, anche se a volte ammetto che mi piacerebbe passare inosservato, godermi la mia famiglia senza che nessuno mi riconosca. Ma non mi lamento, anzi, è sempre bello ricevere un complimento, un sorriso o vedere qualcuno che mi chiede una foto. Sono abituato e per me è diventato normale, quindi va tutto molto bene". Con il settimo Pallone d'Oro in mano, difficile dire altrimenti...