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Messi, il giornalista e un amuleto portafortuna…

Il Mondiale regala spesso storie curiose: come quella di Messi che accetta e indossa il portafortuna della mamma di un giornalista. Beh, a vedere il risultato, ha funzionato...

Redazione Il Posticipo

Messi si può anche contestare, ma nel complesso è difficile non apprezzarlo, sia come uomo che come calciatore. L’ennesima prova arriva dopo la soffertissima sfida con la Nigeria, in una storia riportata dal Sun.

PORTAFORTUNA – Un giornalista argentino, Rama Pantorotto, dopo il pareggio contro l'Islanda, ha incrociato Messi con lo sguardo particolarmente cupo in mixed zone, l’area riservata alle interviste ai protagonisti. Il reporter non era lì solo per porre domande, ma per...portare positività. E infatti ha regalato a Messi un ciondolo portafortuna, da parte di sua madre, nella speranza che la Pulce accettasse il dono. Specificatamente un nastro rosso, da legare alla caviglia, in modo che tenesse lontano i guai e...la jella dall'Albiceleste. Il numero 10 accetta il regalo ma, vista la partita con la Croazia, la bontà dell'amuleto è da mettere in dubbio. Però poi l'Argentina passa il turno...

ESAUDITO – ...e il giornalista incrocia nuovamente Leo, questa volta ovviamente raggiante, nell’area interviste. E con sua grande sorpresa Messi si ricorda sia di lui che del portafortuna regalatogli dalla madre e regolarmente allacciato alla caviglia. E in effetti ha portato fortuna: un gol, il primo in questo mondiale iniziato con più di qualche battuta a vuoto, e l'abbraccio immediato a Rojo, l'autore della rete che è valsa la vittoria contro la Nigeria. La Pulce, durante le interviste, alza la gamba e mostra a tutti il portafortuna, con grandissimo stupore del diretto interessato che ritwitta immediatamente la scena raccolta. Il Mondiale è così: anche dietro il professionista c’è quasi sempre un tifoso. A pensarci bene, del resto, seguire la Nazionale del proprio paese è l’unico caso in cui si può derogare alla deontologia del cronista che impone il “super partes”. C’è poco di male nel sostenere una squadra che rappresenta l’intero paese e che adesso, dopo la paura di una precoce e dolorosa eliminazione, sogna il colpaccio. La sfida con la Nigeria ha permesso al gruppo di ritrovare compattezza e unione per arrivare sino in fondo e centrare un traguardo storico? La mamma di Pantorotto ha fatto il suo: adesso tocca all’Albiceleste.