Ciro, bell’e mammà! Mertens e Napoli, una cosa sola

D come Diego, ma chiamatelo Ciro. Tra il Napoli e Mertens c’è ormai un legame indissolubile: il belga si è preso il centro dell’attacco e il cuore di Napoli. E non lo lascia più.

di Redazione Il Posticipo

Vedi Napoli e poi…vinci. D come Dries o D come Diego? Non si scherza con certe cose. Anche se vi sono tantissimi punti in comune fra questo 2017 e quel 1987. Meglio non pensarci, chè da queste parti la scaramanzia è sacra. Napoli è così. Un tocco di magia poggiata fra il mare e il cielo. Ed è qui che si compie il miracolo. Un belga che da esterno anonimo si è trasformato in un cannoniere implacabile. E poi in scugnizzo. Dries, magicamente diventa Ciro. Mertens, arrivato a Napoli come alternativa di lusso a Insigne, è diventato grande. Complice l’infortunio di Milik, si è preso il centro dell’attacco e il cuore di Napoli. E non li lascia più.

Mertens, Vicerè della città

Oggi come oggi, guai a chi lo tocca: in campo e fuori. Dries Mertens è inserito quasi per osmosi nell’ambiente Napoli. Si è guadagnato l’amore della città intera e anche il soprannome di Ciro, che non dovrebbe certo lasciare dubbi sulla percepita napoletanità dell’attaccante belga. E se ce ne fosse ancora qualcuno, eccolo fugato da questo video.

Era difficile, sembrava anzi quasi impossibile sostituire il core ‘ngrato Higuain, sia nel computo delle reti che nel cuore dei partenopei, ma il numero 14 si è calato così tanto nella parte che il cambio è stato indolore. Anzi, vantaggioso. Il Napoli è molto più squadra. Ed è cresciuto con chi è diventato Ciro, il nuovo Vicerè di Napoli (perchè il Re si chiama Diego e quello non lo tocca nessuno). E oggi, a rivedere i ricordi dei social, i tifosi partenopei ci ridono su. C’eravamo tanto odiati. Sono passati appena cinque anni. Ma a pensarci, sembra una vita fa.

Napoli, arriva il 100, ma senza il diploma

Oggi è amore incondizionato, destinato a durare nel tempo. Dries, da riserva di lusso uomo è l’Uomo del presepe. E se continua così rischia di entrare dritto nella grotta accanto al protagonista principale. In una stagione che può scrivere la storia del Napoli, il ragazzo continua da dove aveva lasciato. Segnando, stupendo, trascinando. I gol in serie, corollario di perle da incastonare in una stagione lunga e possibilmente vincente. In un anno il Napoli ha toccato quota 100 punti, senza però vincere nulla. É il momento di concretizzare. E Dries ha una pazza idea. Trasformarsi in Diego…Insieme, lui e il Napoli, verso un futuro da dipingere a (tri)colori. D come Diego. D come Dries. D come Dado. É tratto.

 

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