Mercato o…guerra fredda? Rakytskiy passa allo Zenit e la federazione ucraina lo esclude dalla nazionale

Mercato o…guerra fredda? Rakytskiy passa allo Zenit e la federazione ucraina lo esclude dalla nazionale

Yaroslav Rakytskiy, difensore della nazionale guidata da Shevchenko, ha firmato un contratto per andare a giocare con lo Zenit San Pietroburgo. Una squadra russa. E neanche una qualsiasi, ma quella della città di Putin. Naturalmente, il caso è scoppiato immediatamente…

di Redazione Il Posticipo

“Il calcio e la politica sono molto legati in Ucraina”. Pensieri e parole di Ruslan Rotan, selezionatore dell’Under-21. Perché il CT dei ragazzi ucraini spiega questo? Perché c’è un caso che sta scuotendo tutto il calcio di Kiev e dintorni. E. neanche a dirlo, c’è di mezzo il nemico storico: la Russia. La questione è di mercato, ma in tempo rapidissimo è diventata anche politica e soprattutto un caso diplomatico. Ma cosa è successo? Che Yaroslav Rakytskiy, difensore della nazionale guidata da Shevchenko, ha firmato un contratto per andare a giocare con lo Zenit San Pietroburgo. Una squadra russa. E neanche una qualsiasi, ma quella della città di Putin.

SACRILEGIO – Apriti cielo, perchè come riporta Mundo Deportivo, in patria la scelta del calciatore non è assolutamente stata presa bene. Al punto che Rakytskiy è stato escluso dalla nazionale ucraina per scelta della stessa federazione. Il suo volto non campeggia più sul sito della rappresentativa e non si sa se la scelta è provvisoria o se sarà definitiva. Ma non ci sono praticamente dubbi, sebbene ovviamente non sia ufficiale, sulla ragione dell’esclusione: la scelta di andare a San Pietroburgo. Un vero e proprio sacrilegio. “Ora per Yaroslav sarà complicato essere di nuovo convocato in nazionale, ma credo che sappia perchè questo succede”, chiosa Rotan. Succede, ovviamente, per ragioni politiche. Le stesse che la scorsa estate hanno rischiato di portare al boicottaggio dei mondiali russi da parte della TV nazionale ucraina.

CRITICHE – E arrivano le critiche dai compagni, anzi…dagli ex compagni di nazionale. Artëm Fedetski, capitano del Karpaty, considera “inammissibile” la scelta di Rakytskiy. “Qualsiasi cosa accada, bisogna rispettare il proprio popolo e la propria patria. Non ho parole e credo che per Shevchenko sarà molto complicato convocarlo di nuovo”. Il CT, dal canto suo, non ha ancora affrontato la questione davanti alla stampa e a questo punto chissà se lo farà. Ma il problema c’è anche…dall’altra parte, perchè anche in Russia c’è qualcuno che non è felice della questione. Dmitri Gordon, celebre giornalista russo, si chiede “come può una persona che ha intonato l’inno ucraino, difeso i colori dell’Ucraina, farsi le foto felice con una maglia su cui è scritto ‘Russia’?”. Insomma, un trasferimento che non sta bene a nessuno. E che purtroppo con molta probabilità farà ancora parlare di sè…

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