Menotti attacca ma…difende Scaloni: “Con questa Argentina né Guardiola né Cruijff avrebbero fatto bene. Eliminazione? Non cambia niente”

Menotti attacca ma…difende Scaloni: “Con questa Argentina né Guardiola né Cruijff avrebbero fatto bene. Eliminazione? Non cambia niente”

L’ex c.t. è convinto che il problema dell’Albiceleste non sia il tecnico Lionel Scaloni, che ha chiuso le prime due gare della Copa América senza vittorie. Secondo Menotti la crisi della squadra è il risultato delle lotte intestine tra i dirigenti del calcio argentino.

di Redazione Il Posticipo

L’Argentina è in crisi. Il cambio di mentalità che giocatori, staff e tifosi si auspicavano dopo il flop al Mondiale 2018 non è arrivato. Nelle prime due gare della Copa América, l’Albiceleste non ha mai vinto e adesso la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta è appesa a un filo: all’ultima giornata l’Argentina sfida il Qatar, ma non è certa di passare il turno nemmeno in caso di vittoria. Tutto dipenderà dal risultato della gara tra il Paraguay e la Colombia capolista: se Cuadrado e compagni perdono, Messi viene eliminato. Dopo quello all’ultimo Mondiale è in arrivo un altro flop?

SCALONI INCOLPEVOLE –  El Flaco Menotti, c.t. campione del mondo nel 1978, ha parlato dei problemi che affliggono l’Argentina ai microfoni di Fox Sport: “Né Cruyff né Guardiola avrebbero trasformato questa storia, né avrebbero fatto bene”. Menotti difende il c.t. Scaloni, criticato dalla stampa dopo i due passi falsi nelle competizione: “L’esperienza maggiore o minore dell’allenatore non c’entra. Nessuno tra quelli menzionati come alternative a Scaloni aveva esperienza in nazionale, anche se tutti hanno già allenato dei club. Guidare l’Albiceleste è un’altra cosa perché è un altro mondo”. Dalle parole dell’ex c.t. traspare una certa rassegnazione: la qualificazione non basterebbe a risolvere tutti i problemi?

LOTTE INTESTINE – Secondo Menotti l’Argentina ha bisogno di un progetto serio, che al momento però si fa fatica a intravvedere. E se arriva l’eliminazione, che succede? Nulla di irreparabile. “Ciò che succede adesso non cambia niente. Preferisco andare ai quarti di finale, ma se la squadra ritorna dal Brasile lunedì prossimo, non succede niente di grave. L’Argentina non può essere ostaggio delle lotte intestine tra i dirigenti che di fronte alle telecamere fanno passare un certo tipo di messaggio e dietro le quinte un altro “. Insomma, un anno dopo il flop a Russia 2018 l’Albiceleste non sembra aver fatto passi in avanti.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy