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Mendy, portiere coraggioso: “Guardo Haaland come guardo Benteke, non è diverso affrontare il City o il Palace”

Mendy, portiere coraggioso: “Guardo Haaland come guardo Benteke, non è diverso affrontare il City o il Palace” - immagine 1
Il portiere del Chelsea ha spiegato che in fondo non è che faccia troppa differenza chi c'è in campo di fronte a lui. E che i bomber più letali e gli attaccanti...normali meritano lo stesso livello di concentrazione...

Redazione Il Posticipo

Nel calcio, quello del portiere è il ruolo più solitario e non soltanto per la posizione in campo, che spesso porta a essere lontani dall'azione e dai compagni di squadra. Il compito dell'estremo difensore è complicato, perchè se tutti quanti gli altri calciatori possono permettersi un errore, se lo fa chi difende i pali il gol avversario è pressochè certo. Dunque, ci vuole tanta forza mentale per fare il portiere e anche un pizzico di follia. E che succede quando ci si trova davanti fenomeni, di quelli che sanno trasformare in gol anche l'occasione più minima, oppure una squadra capace di creare tantissimi pericoli? Ciò che può fare la differenza è l'approccio, come dimostrano le parole di Edouard Mendy.

Haaland e Benteke

Come riporta il Sun, il portiere del Chelsea, campione d'Africa con il suo Senegal, ha spiegato che in fondo non è che faccia troppa differenza chi c'è in campo di fronte a lui. E che i bomber più letali e gli attaccanti...normali meritano lo stesso livello di concentrazione. "Non è una questione di un centravanti o di una squadra specifica. Per vincere dobbiamo concentrarci su ogni centravanti e su ogni squadra. Non è che Haaland cambi le cose, io guardo Haaland esattamente come guardo Benteke, non è poi così diverso giocare contro il City o contro il Crystal Palace". Le classifiche delle ultime Premier League dissentono, ma Mendy ha il suo modo di vedere le cose.

Studiare gli avversari

"Bisogna sempre fare attenzione, perchè ogni attaccante sa segnare". E quindi, meglio prepararsi in anticipo anche quando non si affrontano i centravanti più quotati. "Studio, studio tantissimo. È il mio lavoro, dunque mi impegno molto". Considerando che neanche dieci anni fa Mendy un lavoro lo cercava fuori dal calcio, visto che il suo futuro in campo sembrava avviato verso il dimenticatoio, ci sta che il senegalese faccia tutto ciò che è in suo potere per rendere al massimo. Ora resta solo da capire cosa ne penserà Haaland delle sue dichiarazioni. E visto che il norvegese per mentalità si ispira molto a Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo, forse Mendy potrebbe pentirsene già alla prima sfida al City...