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Mendy: “Stavo per accettare un lavoro in un negozio di vestiti”

Mendy: “Stavo per accettare un lavoro in un negozio di vestiti” - immagine 1

Il portiere del Chelsea è la dimostrazione che le opportunità prima o poi arrivano. E pensare che prima che la fortuna bussasse alla sua porta, era sul punto di mollare col pallone e accettare un lavoro in un negozio.

Redazione Il Posticipo

Dal centro per l'impiego alla vittoria della Champions League nell'arco di sette anni. Detta così, sembra la trama di un film di Hollywood, di quelli che parlano di redenzione, sacrificio e successo. In realtà non ci si va troppo lontano, se non fosse che è la vera storia del portiere del Chelsea Edouard Mendy. Uno che nel 2014, dopo aver lasciato lo Cherbourg, sembrava destinato a dire addio a qualsiasi sogno di gloria calcistica. E nelle sue dichiarazioni rilasciate al Daily Mail, si evince come l'idea che un giorno avrebbe potuto anche solo giocarsi l'accesso alla Champions sembrava davvero assurda.

PROCURATORE - Il ragazzo era sul punto di mollare. "Il momento peggiore per me è stato la fine della finestra di mercato estiva. Lo Cherbourg mi aveva svincolato e io cercavo continuamente di contattare il mio procuratore. Gli scrivevo, gli lasciavo messaggi in segreteria, ma lui non mi rispondeva. Lo facevo tutti i giorni, ma alla fine sono arrivato all'ultimo giorno disponibile. Non aveva neanche il coraggio di parlare direttamente con me. E quando mi ha risposto è stato solo un messaggio in cui diceva 'scusa, è l'ultimo giorno di mercato e non riuscirò a trovarti un club, quindi ti suggerisco di cercarti un lavoro e di continuare ad allenarti da solo".

VESTITI - E lui, come ha raccontato più volte, un lavoro se lo cerca davvero. Anzi, va direttamente al centro per l'impiego. E poi ha chiamato un amico perché non arrivavano offerte neanche da lì.  "Sono arrivato al punto di mandare curriculum. Avevo studiato in passato e sono sempre stato bravo negli affari. Avevo un amico che aveva un negozio di vestiti da uomo ed era convinto che gli sarei stato utile. Mi ha offerto la possibilità di gestire il suo negozio. Sapeva che la mia intenzione era quella di trovarmi una nuova squadra, ma sono stato molto incerto e avrei potuto anche accettare. Ma otto giorni dopo che l'idea ha cominciato a balenarmi in testa, il Marsiglia mi ha chiamato per offrirmi la possibilità di diventare uno dei portieri di riserva del club. In quel momento le cose sono cominciate a cambiare".