Melania Gabbiadini: “Che paura per Manolo. Spero che la crisi non inneschi la retromarcia per il calcio femminile”

La sorella dell’attaccante della Sampdoria a tutto campo: dal calcio giocato, alla sua Bergamo, alla preoccupazione per il fratello fino alle prospettive delle… quote rosa del pallone.

di Redazione Il Posticipo

Melania Gabbiadini, sorella di Manolo è intervenuta a TMW Radio, per parlare di suo fratello e di quanto sta accadendo nel calcio, sia a livello maschile che femminile.

MANOLO – Melania è stata toccata da vicinissimo dal virus che ha “morso” suo fratello. Fortunatamente allentando la presa. “Che paura che abbiamo preso. Ovviamente in famiglia  c’è stata molta apprensione. Manolo  però ci ha sempre rassicurato, era tranquillo perché non aveva mai avuto  sintomi gravi e tutto sommato stava bene. Ha faticato ad uscirne completamente a causa dei residui  ma adesso sta bene e ha anche  ripreso anche ad allenarsi”.

BERGAMO – La Gabbiadini è stata colpita anche come bergamasca. “Abbiamo pagato le conseguenze di una qualcosa di inaspettato, che non ci aspettavamo essere così pesante. Ci stiamo rialzando, ma rimaniamo comunque in stato di allerta. Non credo sia ancora finita. Personalmente non sono stata a Bergamo, sono rimasta a Treviso, ma sentendo la mia famiglia ogni giorno capivo che era diventato tutto insostenibile”.

CALCIO ROSA – A proposito di sostenibilità. La crisi rischia di travolgere gli anelli deboli della catena. Come il calcio in rosa che si era faticosamente ritagliato un angolo importante. “Anche in questo caso, viviamo una situazione assai complicata. Ancora non ci sono le misure adatte per ricominciare. Tra un paio di settimane magari si potrà pensare di creare misure studiate ad hoc per riprendere gli allenamenti, ma resto ancora cauta. Dobbiamo tutelare la salute. Per quanto riguarda il movimento femminile, ha faticato molto per arrivare a questo punto, credo sia giusto che si vada avanti. Forse qualche piccola società non ci sarà più, ma spero che ciò non inneschi la retromarcia, perché abbiamo mezzi e materiale umano per alzare il livello. Spero che il prossimo step sia il professionismo, ne abbiamo bisogno e stiamo andando nella direzione giusta”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy