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Maxi Lopez: “Lo Monaco voleva bucarmi le gomme della Ferrari, poi segnavo e si calmava…”

L'attaccante argentino rivela alcuni aneddoti particolari della sua carriera.

Redazione Il Posticipo

Maxi Lopez, una scelta di vita. Il puntero argentino è tornato a Crotone, forse l'ultima tappa, per rimettersi in gioco e inseguire il ritorno in serie A e poi restare definitivamente in Italia. L'attaccante ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Calciomercato l'originale" rivelando anche alcuni aneddoti.

ITALIA  - Ragazzo prodigio, un giramondo capace di generare 200 milioni di euro da commissioni. Un bilancio da serie A. L'Italia è un porto sicuro. "Ho cambiato così tante squadre che il senso d'appartenenza non ho avuto il tempo di maturarlo. Cambiavo ogni anno, anche per scelte personali. Il calcio, mi è servito per viaggiare, conoscere lingue e culture diverse. Il mio punto fermo è comunque l'Italia, il paese che non sono più riuscito a lasciare. Crotone forse è l'ultima tappa. Sono troppo legato a questo paese. Ho la famiglia. E a Crotone c'è un gruppo fantastico".

ARGENTINA - In Argentina c'è un alleato importante. Maradona. "Diego l'ho visto solo una volta in una partita di beneficenza. Lo ringrazio per le parole bellissime che ha sempre speso per me. Si vede che è una persona carica di valori". Ci sarebbe anche Messi. "Abbiamo trascorso tanto tempo insieme è un ragazzo alla mano, umile e sempre disponibile". Argentina anche la sua ex moglie. "Spero di trovare anche serenità nel rapporto con Wanda, soprattutto per i figli. A volte mi è mancata la serenità ed è stato difficile, ma è la vita".

CARRIERA  - Le più grandi soddisfazioni a Catania e Genova. Una carriera importante con la sensazione che potesse dare di più. Pietro Lo Monaco lo definisce "gattone". "Con lui avevo un rapporto di amore odio. A volte litigavamo tanto, altre ci volevamo bene. Quando sono arrivato a Catania ho comprato una Ferrari e lui minacciava di bucarmi le gomme. Poi ho segnato a raffica e si è calmato un pochino. Ho segnato forse meno di quello che potessi, ma mi piaceva anche fare segnare".

MILANO E GENOVA - Il grande salto a Milano. Giorni da recluso, come adesso. Una quarantena anticipata. "Una esperienza incredibile. Sono partito da Catania e arrivato a Milano firmo il contratto, ma il Milan cercava anche un'altra punta che era Tevez. Braida mi disse di aspettare. Sono rimasto una settimana in albergo in attesa e mi allenavo in una palestra a Piazza della Repubblica". Quindi la Sampdoria, da Mihajlovic che aveva dubbi sulla forma fisica. "Sinisa mi diceva sempre parliamo a quattro occhi. In quel caso, mi chiese se me la sentivo di giocare. Ero appena arrivato a Genova e mi disse che se mi fossi allenato bene avrei giocato subito il derby. Ed è andata bene". Una grande prestazione e un gol indimenticabile. Quindi Chievo, Torino, Udine, Rio, e il ritorno. Per restarci.