Maupay non ci sta: “Non volevo fare male a Leno. Ma quelli dell’Arsenal chiacchierano troppo, hanno avuto quello che si meritavano”

In capo a novanta minuti, Neal Maupay è passato da semisconosciuto a celebrità. Tutto merito della vittoria del suo Brighton sull’Arsenal, arrivata con una sua rete a ribaltare il match. Nel primo tempo, però, l’attaccante dei Seagulls era finito sotto i riflettori nel momento clou della partita: l’infortunio di Leno…

di Redazione Il Posticipo

In capo a novanta minuti, Neal Maupay è passato da semisconosciuto a celebrità. Tutto merito della vittoria del suo Brighton sull’Arsenal, arrivata con una sua rete a ribaltare il match dopo che i Gunners erano passati in vantaggio. Nel primo tempo, però, l’attaccante dei Seagulls era finito sotto i riflettori nel momento clou della partita: l’infortunio di Leno. Il portiere dei londinesi è uscito in barella dopo uno scontro con lo stesso Maupay, che è stato ampiamente indicato dal tedesco come il responsabile del suo incidente. Una scena che ha riscaldato ulteriormente gli animi. Ma il francese ci tiene a spiegare che non c’era volontarietà nel suo gesto.

UMILITÁ – Non prima però, come spiega Goal, di aver messo le cose in chiaro: ok le scuse per aver costretto Leno a uscire, ma il comportamento dei Gunners non è piaciuto all’attaccante del Brighton. “Chiedo scusa all’Arsenal e anche a Leno. Ho avuto anche io un brutto infortunio e so quanto sia complicato. Ma i calciatori dell’Arsenal devono imparare a essere umili ogni tanto. Chiacchierano troppo e alla fine hanno avuto quello che si sono meritati”. E ogni riferimento al connazionale Guendouzi, che al fischio finale, dopo la rete decisiva, lo ha preso per il collo e che ora rischia parecchio in chiave disciplinare per il suo gesto, non sembra per nulla casuale.

SCUSE – Come ha raccontato Maupay nel post partita, lo scontro è stato sfortunato, ma secondo lui si tratta di un’azione di gioco. “Sono andato solo per prendere il pallone, davvero. E quando Leno è atterrato, gli si è girato il ginocchio. Ma è il calcio, è uno sport di contatto. Non ho mai avuto l’intenzione di fargli male. Gli chiedo di nuovo scusa e gli auguro un recupero rapido”. Non l’ha pensata così il tedesco, che se non fosse stato seduto sulla barella forse avrebbe anche detto due paroline al francese più da vicino, piuttosto che limitarsi a indicarlo con fare minaccioso. In ogni caso, tra gol e litigate, una giornata da ricordare…

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