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Matthäus rivela: “Una volta Maradona mi ha mandato dei tizi con una borsa di soldi, mi voleva al Napoli…”

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Diego Armando Maradona e Lothar Matthäus, il Diez e il Panzer. Una coppia...atipica, ma che ha sviluppato una splendida amicizia. E il tedesco rivela che in un paio di occasioni Diego poteva...fargli fare un sacco di soldi.

Redazione Il Posticipo

Diego Armando Maradona e Lothar Matthäus, il Diez e il Panzer. Un genio dall'animo inquieto e un calciatore di una solidità fisica e mentale pazzesca. All'apparenza, nulla in comune. Ma invece i due, che si sono giocati due finali mondiali, sono diventati amici proprio dopo il match del 1986 all'Azteca. E in un'intervista concessa al Daily Mail, il tedesco rivela che in due occasioni il fatto di essere così vicino a Diego poteva...fargli fare un sacco di soldi.

La maglia di Diego

La prima, neanche a dirlo, riguarda una maglia. E non una qualsiasi, ma quella della finalissima. Matthäus l'ha da poco donata all'Argentina per il museo dedicato a Maradona, a differenza di Hodge, che ha venduto quella del match con l'Inghilterra. "In 36 anni non mi è mai venuto in mente di farci dei soldi, anzi, è stato un'onore per me poterla restituire agli argentini". Del resto, è capitato più spesso di giocare contro che assieme, tra Italia e nazionale. "'Siamo stati ognuno all'addio al calcio dell'altro, ma solo una volta nella stessa squadra, all'addio di Platini nel 1988. Mi ha fatto l'assist per il mio gol e abbiamo passato una serata indimenticabile a base di birra". E Diego, uno che di solito non è che fosse così prodigo di complimenti per i colleghi, ha sempre avuto un'opinione molto positiva di Matthäus, che ne è felice. "Nessuno potrà mai farmi un complimento migliore".

La valigetta con i soldi

E poi...c'è la storia della valigetta. Dopo aver affrontato il Panzer con la nazionale, Diego si convince che vuole portarlo a Napoli. E manda...qualche emissario a Monaco di Baviera. "Sono arrivato a un ristorante italiano alle 10 di sera, c'erano i miei agenti che mangiavano e bevevano con questi tizi. Mi hanno spiegato che potevo firmare un triennale con il Napoli, che Diego mi voleva. E c'era anche un bonus da 1 milione di marchi proprio sotto di me, in una borsa nera sul pavimento. Se fossi andato al Napoli sarebbero stati miei, altrimenti anche, a patto di non firmare con un'altra squadra italiana. Ho pensato che erano un sacco di soldi, quattro volte il mio stipendio, ma poi mi sono detto che non potevo essere comprato. Sono tornati a casa con i soldi e senza la mia firma". Ma nonostante questo (e nonostante il fatto che poi sia andato all'Inter), l'amicizia non è mai finita...