Matthäus catechizza Alaba: “Capisco che pensi ai soldi, anche io nel 1991 volevo andare al Real ma l’Inter disse no. Se poi vuole giocare con Messi…”

Matthäus catechizza Alaba: “Capisco che pensi ai soldi, anche io nel 1991 volevo andare al Real ma l’Inter disse no. Se poi vuole giocare con Messi…”

Il contratto del difensore austriaco è uno dei punti chiave del futuro dei campioni d’Europa. E una leggenda del Bayern come Lothar Matthäus spiega che se il calciatore pensa davvero solo ad andare dove lo pagheranno di più, sta commettendo un grosso errore.

di Redazione Il Posticipo

Problemi in paradiso. Al Bayern Monaco, dopo una stagione da Triplete, dovrebbero essere tutti sorridenti. Ma il mercato, si sa, manda di traverso persino le gioie più grandi. E quindi l’ex presidente Uli Hoeness se la prende con Liverpool e United che “ricattano” il club per Thiago, ma anche con l’agente di Alaba, accusato di essere “un piranha alla ricerca di soldi”. Il contratto del difensore austriaco è uno dei punti chiave del futuro dei campioni d’Europa. E una leggenda del Bayern come Lothar Matthäus spiega a Sky Germania che se il calciatore pensa davvero solo ad andare dove lo pagheranno di più, sta commettendo un grosso errore.

GERARCHIE  – Anche perchè al Bayern ci sono gerarchie che non si possono sovvertire alla leggera. “David è diventato uno dei migliori calciatori di questa squadra straordinaria e sono sicuro che tutti vorrebbero che rimanesse. Se fosse vero che lui e il suo agente sono solo interessati a uno stipendio più alto, non sarebbe una mossa molto intelligente. Anche io avrei potuto fare più soldi, ma posso assicurare ad Alaba che alla fine della sua carriera non sarà il denaro a farlo felice. Ogni squadra ha la sua struttura salariale, con uno o due giocatori in cima. Al Bayern sono Neuer e Lewandowski ed è giusto così. Al Barça nessuno guadagna più di Messi e e se io fossi andato al Napoli non avrei potuto chiedere più di Maradona. Se David dovesse diventare uno dei cinque giocatori più pagati con il nuovo contratto, sarebbe giusto”.

MOTIVI COMPRENSIBILI – Quindi, i soldi non fanno la felicità. Ma magari qualcos’altro sì. “C’è una cosa che i milioni non possono dargli: l’amore del club, dei compagni e dei tifsi. Se andasse al Real, al Barcelona, al ​​Manchester City o al PSG sarebbe riconosciuto e rispettato come un gran giocatore e una splendida persona, ma non troverebbe il calore del nido che il Bayern gli regala. Se è interessato a fare soldi lo capisco, anche io nel 1991 volevo andare al Real ma l’Inter non me lo ha permesso, quindi è comprensibile. Se poi la questione è giocare con un grande club, fare un’esperienza in Premier o andare a fare magie con Messi, allora sì che parliamo di motivazioni che non faccio fatica a capire e ad accettare”. Resta solo da vedere…quali motivazioni segnalerà l’agente dell’austriaco…

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