Mascherano studia da allenatore: “Guardiola e Sabella, due modelli. Klopp e Bielsa invece…”

L’ex calciatore argentino studia da allenatore e ha già diversi ottimi modelli a cui ispirarsi.

di Redazione Il Posticipo

Mascherano studia da allenatore. L’ex calciatore argentino ha già diversi ottimi modelli a cui ispirarsi. L’ex centrocampista, come riportato da Olè, ha parlato di come stiano procedendo i suoi… studi. Le ispirazioni non mancano: Sabella e Guardiola. “Sabella è un allenatore saggio, che parla molto. Mi sono confrontato con lui su parecchi aspetti e ho imparato parecchio. Ha una visione diversa rispetto agli altri tecnici anche come idee e spiegazioni tattiche. E spesso ne ho potuto approfittare”.

GUARDIOLA – Guardiola gli ha cambiato la carriera. “Quando sono arrivato al Barcellona ho dovuto reinventarmi come calciatore. Venivo da Liverpool e la Premier, a quel tempo, era un calcio ancora più fisico e intenso.  Il Barcellona era esattamente l’opposto, quindi mi sono dovuto adattare per far parte di quella squadra. In linea di principio, sono stato il sostituto di Busquets fino a quando non è apparsa la possibilità di giocare come difensore centrale”.

INFLUENCER – Intuizione di Pep sino a un certo punto. “Penso che ci sia anche il mio merito. Sono stato capace di reinventarmi per poter far parte di un altro ruolo”. Mascherano ritiene che la Germania abbia vinto il mondiale grazie al tecnico catalano. “Rummenigge e Il Bayern avevano deciso di scommettere su Pep, perché quello che volevano migliorare il loro calcio.  E così, proprio come per la squadra spagnola nel 2010 l’influenza di Guardiola è stata fondamentale per la squadra tedesca del 2014”.

GLI ALTRI  – Mascherano ha lavorato anche con Bielsa, apprezzandone le doti. “Sicuramente è tra i migliori che abbia mai avuto. Il problema è che ho avuto Marcelo in giovane età. Mi sarebbe piaciuto averlo avuto da calciatore maturo. Lo colloco molto in alto”. Altra lode per Jurgen Klopp. “Il Liverpool gioca insieme a sua immagine e somiglianza. Seguo Klopp da quando ha allenato il Dortmund, che era una squadra pressante come questo Liverpool, dove ha lavorato anche sul posizionamento.  Adesso la squadra ha tante sfaccettature e diversi registri di gioco”.

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