Lazio: il sergente, il caporale e la recluta

La truppa di Inzaghi porta a casa una comoda vittoria, ma accanto al sergente Milinkovic emergono la prova del caporale Felipe e gli errori della recluta Marusic.

di Redazione Il Posticipo

La Lazio domina e vince uno scontro fondamentale. I biancocelesti ritrovano grinta e compattezza e si lasciano definitivamente la crisi alle spalle. Il Sassuolo non regge l’urto ed è incapace di restare in partita. Al netto delle possibili discussioni relative al rigore concesso, il risultato non è stato mai messo in discussione: tre punti fondamentali che restituiscono la zona Champions. La giusta dimensione di una squadra che appare nettamente superiore alle rivali per la corsa all’Europa che conta.

Approccio da grande squadra

La gara di Reggio Emilia conferma che questa squadra, se affronta le partite con il piglio da grande squadra, ha poco da temere. Il turnover, alla luce dei fatti, conferma che la Lazio non soffre il ruotare degli uomini quanto il giusto approccio alla gara. La presenza del sergente Milinkovic rende tutto più semplice. Il serbo impiega poco più di 400 secondi per mettere in ghiaccio una partita che si mette subito in discesa, incanalandosi sui binari preferiti dalla squadra biancoceleste, che può giocare sul velluto e colpire in contropiede. Non a caso arrivano anche tante altre occasioni e poi il gol del raddoppio. Per quanto il rigore non incida sull’economia di una partita dominata in lungo e in largo. Impressiona, invece, quanto Milinkovic riesca a rovesciare ritmi ed equilibri senza perdere lucidità nei contrasti o nell’ultimo passaggio. Affidandosi a lui anche senza brillare troppo la Lazio porta sempre a casa il risultato.

 Il sergente Milinkovic  e la recluta Marusic

Accanto al sergente però c’è sempre una recluta che a volte combina dei guai. Marusic si complica la vita andandosi a cercare e trovare un’espulsione che ha poco senso. È vero, è stato strattonato, ma sul 3 a 0 e a partita virtualmente chiusa la reazione è totalmente inutile e dannosa. Non tanto per la Lazio, quanto per se stesso. Un gesto che dimostra poca maturità. L’espulsione la squalifica non complicano i piani di Inzaghi, che comunque avrebbero inserito Basta contro la Juventus. Per il tecnico cambia poco se non la concezione del calciatore, che al netto delle indiscusse qualità tecniche mostra ancora una certa incapacità nel mantenere i nervi saldi e la concentrazione per tutto l’arco dei 90 minuti.

Il Caporale Luiz Felipe

In compenso la Lazio trova anche un nuovo Caporale. Luiz Felipe. Un calciatore che sta stupendo tutti per continuità di rendimento e soli vent’anni, regge senza troppi problemi la difesa e sembra già pronto a raccogliere le eredità di De Vrij. Più che una scoperta, una piacevole conferma per una squadra che ha comunque bisogno di rinforzi e non si deve cullare sugli allori. Nel momento in cui la Lazio crede di essere forte rischia. Per restare ad alti livelli servono comunque rinforzi, ma la lezione dovrebbe essere stata mandata a memoria.

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