Martinelli, tante prodezze e un piccolo tallone d’Achille: “Sono in Paradiso, ma le interviste in inglese…”

Martinelli, tante prodezze e un piccolo tallone d’Achille: “Sono in Paradiso, ma le interviste in inglese…”

L’attaccante dell’Arsenal ha cominciato alla grande la sua avventura in Europa con la maglia dei Gunners. Anche il giovane prodigio però ha un problemino da risolvere al più presto…

di Redazione Il Posticipo

Gabriel Martinelli ha sorpreso tutti per la sua grande capacità di rendere le cose difficili fin troppo semplici. La scorsa estate l’attaccante ha lasciato l’Ituano per l’Arsenal, con cui ha segnato 10 gol in 22 presenze. Da quando in panchina è arrivato Mikel Arteta c’è stato ancora più spazio per il giovane prodigio, che si è raccontato partendo dai momenti più belli vissuti finora all’Arsenal, arrivando anche a un paio di cosette sconosciute sul suo conto.

RIVELAZIONE – Il 18enne è una delle stelle emergenti in questa Premier League e decisamente una delle note più positive per l’Arsenal alle prese con un anno decisamente tribolato, in cui il quarto posto che porta in Champions sembra lontano. Martinelli ha parlato ai microfoni di Estadao rivelando come è andato il suo primo giorno al campo di allenamento dell’Arsenal: “Ho fatto le foto con la maglia del club e sono andato a pranzo coi miei compagni, c’era un tavolo molto grande. Sono venuti a parlare con me e non sapevo nemmeno come rispondere. Poi mi sono cambiato e sono andato in palestra. Tutti i giocatori erano lì e ho pensato: ‘Mio Dio sono in Paradiso, è un sogno essere qui’”. Sul campo Martinelli ha sorpreso tutti i tifosi dell’Arsenal compresi che gli hanno dedicato anche un coro. Insomma: la vita del ragazzo va a gonfie vele, inglese a parte.

TALLONE DI ACHILLE – Tra i tifosi dei Gunners e Martinelli è scattato subito l’amore come ha confermato il diretto interessato: “Sono molto grato per tutto quello che hanno fatto da quando sono arrivato all’Arsenal. Mi mandano sempre molti messaggi, quando gioco mi applaudono. Qui è tutto molto diverso dal Brasile”. L’inglese però si sta rivelando il tallone d’Achille del ragazzo: “La maggior parte dei miei compagni di squadra parla spagnolo. Sto imparando un po’ di inglese, ma fare le interviste è più difficile per me. Studio all’interno del club, offrono lezioni. Cerco di farlo sempre quando non devo viaggiare per giocare. Non avevo mai parlato inglese prima di arrivare qui”. La vita del giovane Gabriel è proprio cambiata negli ultimi mesi, ma uno come lui non ha paura di mettersi in gioco. Nemmeno con una nuova lingua.

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