Marsiglia, Tapie condanna le violenze ma avvisa la dirigenza: “Noi siamo tutti di passaggio, i tifosi no”

L’uomo d’affari e politico francese rappresenta allo stesso tempo il momento più alto e quello più controverso della storia del Marsiglia. E da ex presidente prende posizione sui disordini avvenuti durante la manifestazione dei tifosi del club transalpino…

di Redazione Il Posticipo

Quella del Marsiglia è certamente una delle tifoserie più calde del calcio francese, se non europeo. I supporter dell’OM, nel bene o nel male, hanno sempre preso parecchio a cuore le sorti del club, non esitando nemmeno ad andare contro ai propri calciatori, alla guida tecnica e alla proprietà quando l’andamento delle cose non rispetta quelle che sono le radici del Marsiglia. Le scene di guerriglia urbana durante la protesta contro il presidente Eyraud, però, hanno fatto il giro del mondo. Il corteo al di fuori del centro sportivo è degenerato in scontri con la polizia, transenne divelte e bottiglie rotte. Tutte cose che hanno preoccupato parecchio anche Bernard Tapie.

RABBIA – L’uomo d’affari e politico francese rappresenta allo stesso tempo il momento più alto e quello più controverso della storia del Marsiglia. Con lui in carica sono arrivati trofei a ripetizione, compresa l’unica Champions League mai vinta da un club transalpino, ma anche la retrocessione per illeciti compiuti proprio nella stagione in cui l’OM si regalò un clamoroso double. Parlando a La Provence, l’ex numero uno del club ha spiegato di comprendere le motivazioni dei tifosi, visto il deludente campionato della squadra di Villas-Boas. Ma che si è superato il limite. “La frustrazione e la rabbia le possiamo capire, ma non accettare in questa maniera. Non è possibile uno scontro del genere con il club e non intendo con il presidente Eyraud, ma con l’Olympique Marsiglia”.

(Photo by Alex Caparros/Getty Images)

TIFOSI – Tapie continua, spiegando che però anche la dirigenza deve fare la sua parte per capire il sentimento dei tifosi. “Finchè questa rabbia viene mostrata, nelle strade e nello stadio, significa che passerà. Anche se così è troppo. Ma chi guida il club non deve mai dimenticare una cosa: noi siamo tutti di passaggio, i tifosi no, sono il cordone ombelicale del club. È da un po’ che la dirigenza e la proprietà non si prendono la responsabilità di quanto succede all’interno della società e di quanto ci si aspetta dall’OM. Anche se questa non è una buona ragione per diventare violenti e voler distruggere tutto”. Insomma, violenze condannate…ma dirigenza avvisata.

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