Marsch e i pregiudizi degli europei sui calciatori americani: “Lampard non considerava molto Pulisic perchè è statunitense…”

I luoghi comuni sono complicati da cancellare e nel pallone ce n’è più di qualcuno che esiste da parecchio, come quello sul calcio negli Stati Uniti. I giocatori statunitensi solo negli ultimi anni hanno cominciato ad avere un minimo di considerazione internazionale, ma è stato complicato…

di Redazione Il Posticipo

I luoghi comuni sono complicati da cancellare, soprattutto quando sono parecchio radicati. E nel pallone ce n’è più di qualcuno che esiste da parecchio, come quello sul calcio negli Stati Uniti. I giocatori statunitensi solo negli ultimi anni hanno cominciato ad avere un minimo di considerazione internazionale, soprattutto grazie ad alcuni giocatori che sono sbarcati in Europa e hanno fatto bene. E ora cominciano a spuntare anche i tecnici, come Jesse Marsch del Salisburgo. Che in un’intervista a Extratime Radio ha spiegato di come sia complicato per i giovani talenti di quelle parti superare i pregiudizi degli europei…

PERCEZIONE – “La percezione in Europa è che i calciatori americani siano propensi a correre, a lottare, che abbiano una buona mentalità, ma che tecnicamente non siano così bravi, che tatticamente siano poco attenti e che la loro esperienza sia limitata. Ma cominciamo a vedere un cambiamento anche in questo. Il che ha a che fare con i molti calciatori statunitensi che stanno crescendo”. Come Pulisic, stella del Chelsea, ma anche McKennie, nuovo acquisto della Juventus. “Pulisic ha dovuto lottare per vedere riconosciuto il suo talento, il che è una qualità degli americani, ma è un grandissimo giocatore. Così come Gio Reyna, Tyler Adams, e Weston McKennie. Sono giocatori nati e cresciuti negli USA, che stanno mostrando non solo talento ma anche la capacità di migliorare come calciatori. E credo che cambieranno la percezione dei calciatori americani”. Questo almeno è quel che spera il tecnico del Salisburgo.

LAMPARD – Marsch spiega che però il problema è così radicato che persino Frank Lampard non aveva ben chiaro il talento di Pulisic. “Quando ci ho parlato lo scorso anno durante il precampionato, era così. Gli dicevo di Pulisic e lui mi rispondeva ‘sì, ha molto da imparare, vedremo come se la caverà’. E io gli ho detto ‘guarda, era al Borussia Dortmund, lì tatticamente e a livello di gioco siamo al massimo possibile e lui faceva benissimo’.  Pulisic era considerato uno dei migliori giovani del campionato tedesco e parliamo di gente come Werner, Havertz, Kimmich. E lui era associato a questi giocatori, non perchè aveva solo talento, ma anche perchè tatticamente aveva capito come inserirsi nella Bundesliga. E quindi capivo che l’idea di Pulisic che aveva Lampard era dovuta al fatto che Christian è statunitense, non considerando che la sua educazione calcistica è avvenuta in Germania. Ma credo che ora Lampard abbia capito che è molto meglio di quanto pensasse”. E lo ha capito anche tutta l’Europa.

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