L’ultimo assolo di Santana, alla Pro Patria in chiave di…gol

Altro che scale, Santana continua a percorrere le scalette tra il campo e gli spogliatoi. Dalla serie A alla Serie D l’argentino continua a lasciare il segno.

di Redazione Il Posticipo

Mario Alberto Santana ha giocato per tanti anni in serie A, per diversi club, con soddisfazioni altalenanti. Ma partiamo dall’inizio. Santana viene battezzato al calcio professionistico nella squadra favorita da Papa Francesco, il San Lorenzo, la squadra del quartiere Boedo di Buenos Aires. A ventuno anni arriva a Venezia, accolto da Zamparin,i ma quando quest’ultimo diviene principale proprietario del Palermo porta con sé l’argentino nel capoluogo siciliano. Mario si fa notare e diviene merce di scambio, a titolo di prestito, con il Chievo per l’arrivo di Corini in Sicilia e proprio con i clivensi segna il suo primo goal in serie A. Dopo la seconda avventura veneta, ritorna in maglia rosa, rimanendo quindi nella massima serie fino a quando, nel 2006, a Firenze diventa un effettivo pezzo pregiato, tanto che vi rimane fino al 2011 con 108 presenze e 15 goal all’attivo. Poi il buio: Napoli, Cesena, un altro sprazzo di luce al Torino ma poi Genoa e Frosinone.

CONCERTO FINITO?

Dopo aver contribuito alla storica scalata del Frosinone del 2015, torna a Genova dal prestito ma la rescissione del contratto gli regala sei mesi di riposo. Il punto è che a trentasei anni ancora da compiere e una forma fisica ancora invidiabile, a Santana non va di gettare la spugna, o forse il plettro. Nelle sue corde ci sono ancora quei cross estremamente accurati, sui suoi tasti ci sono ancora tante sovrapposizioni e dribbling. Quindi lo spartito continua, il maestro segue a suonare e non è difficile immaginare che qualche manager smaniasse per organizzargli qualche concerto.

IL NUOVO TOUR DI SANTANA

E infatti il 16 gennaio scorso arriva la chiamata dalla Pro Patria per un ingaggio a Busto Arsizio e Mario Alberto non resiste. Questa, infatti non rappresenta solo una nuova avventura qualsiasi ma raffigura la voglia di continuare a stare in gioco, pur abbassando il livello di difficoltà con la voglia e il talento di sempre. Certo, una differenza c’è, e non risiede nella divisione in cui milita la squadra, la Serie D, ma nel ruolo. Infatti l’argentino, che ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2008, si rimette in gioco in tutti i sensi. Nel ruolo di ala ha sempre reso alla grande ma per rendere ancora più stimolante la sfida Santana cambia chitarra e suona più forte: oggi, gioca centravanti e segna davvero tanto.

Dodici marcature in quindici presenze, una media mai tenuta prima. Tutto ciò per regalarsi la gioia del gol un po’ più spesso di quanto abbia fatto in passato e trovando una continuità che di certo negli ultimi anni era venuta a mancare. Poi, di qualsiasi livello si parli, non è mai semplicissimo segnare mediamente una rete ogni 97 minuti.

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