Top o flop? Contro il Milan per Mario Rui è l’ultima chiamata

Top o flop? Contro il Milan per Mario Rui è l’ultima chiamata

Il portoghese ha a disposizione il match di sabato contro il Milan per dimostrare di essere l’uomo giusto per Sarri. Proprio come ai vecchi tempi.

di Riccardo Stefani

È dura. L’infortunio al legamento crociato non fa prigionieri, specie a Roma, città che sotto questo punto di vista ha accolto Mario Rui a braccia aperte. L’acciacco relega il mancino in tribuna per 119 giorni ma, una volta rientrato in campo. il terzino non riesce a brillare, tanto che il giovane Emerson a Trigoria gli fa le scarpe. Il rendimento nelle poche presenze collezionate mette la Roma in condizione di inserirlo tra i cedibili e questo a Maurizio Sarri non sembra vero. Il tecnico toscano aveva provato a portarselo nella valigia da Empoli a Napoli ma nel bagaglio erano già finiti Tonelli, Valdifiori, Zielinski e Hysaj e non c’era spazio per qualcun altro. Mario approda al San Paolo con un anno di ritardo, ma l’ingombrante presenza del meglio collaudato Ghoulam non gli lascia molto spazio. Ora il franco-algerino è fermo ai box per lo stesso problema sofferto da Rui e probabilmente Sarri riproverà a dare fiducia al portoghese nell’undici iniziale.

Al San Paolo un pessimo cliente per un nuovo addetto

Il rientro, in ogni caso riserverà delle sorprese. Dopo l’opaca prestazione di Verona del 5 novembre in cui il numero 6 ha lasciato forse un po’ troppa libertà a Birsa (senza però gravi conseguenze), dal banco della fascia sinistra si sente dire “serviamo il numero 8”. Al San Paolo, Mario Rui se la vedrà con Suso. Birsa è senz’altro un ottimo giocatore, molto fantasioso ed un buon playmaker, ma lo spagnolo del Milan impegnerà Rui con i suoi dribbling brucianti ed il portoghese dovrà fare di tutto per non lasciargli il minimo spazio per il tiro quando lo vedrà rientrare.

Suso, come Perotti (per citare un ex compagno di Rui), è uno di quei giocatori che, visti dall’esterno, possono sembrare prevedibili: la stessa finta, più o meno gli stessi movimenti. Ma è il come vengono effettuati a fare la differenza. Ogni volta, o quasi. l’avversario è beffato dall’ultimo tocco ed il ventiseienne portoghese dovrà cercare di restare più che concentrato per tutti e novanta i minuti per evitare di lasciare troppo spazio all’ex Liverpool.

Mario Rui, l’ago della bilancia

Mario Rui dovrà fare molta attenzione perché quello di Suso e quello dell’infortunio non sono gli unici spettri che potrebbero creargli dei problemi. Un altro fantasma aleggia sugli ex calciatori dell’Empoli arrivati sotto al Vesuvio. È fuori questione quanto il portoghese sia stato insostituibile negli schemi di Sarri ai tempi dell’esperienza in Toscana, ma allo stesso modo, tornando indietro di tre anni, noteremmo la stessa caratteristica in Mirko Valdifiori, ceduto al Torino, e Lorenzo Tonelli, oggi ai margini del progetto tecnico azzurro. Per ora i due calciatori rappresentano le scelte tecniche fallimentari della prima era Sarri, ma Zelinski e Hysaj equilibrano il conto. Mario Rui quindi ha una grossa responsabilità: ‘scegliere’, per così dire, su quale piatto della bilancia andare a pesare: su quello dei top o su quello dei flop.

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