Marinoni (presidente Medici Bergamo): “Più dei calciatori mi preoccupo per i tifosi. Attenzione agli assembramenti davanti alla TV”

Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo i calciatori possono essere messi in sicurezza, ma serve attenzione per i tifosi, anche a casa nell’evitare assembramenti alla TV

di Redazione Il Posticipo

Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo ha parlato della possibile riapertura dei campionati e della situazione sanitaria nella sua città, messa in ginocchio dalla pandemia, Le dichiarazioni sonio state riprese da  TMW Radio.

SICUREZZA – Il calcio chiede sicurezza. “Oggi, dal punto di vista della sicurezza medica, le cose sono migliorate così come la situazione dei pazienti.  Anche l’emergenza ossigeno è superata, ma è l’effetto del lockdown. Le prossime settimane dipenderanno dalla responsabilità di ciascuno di noi”. Numeri drammatici: si registra il 568% dei decessi in più a Bergamo. “Purtroppo è il luogo in cui si è pagato il prezzo più caro al Covid-19. Ci sono stati una serie di errori, ma non mi sento di attribuire colpe. Ovviamente un’epidemia non esplode sulle montagne, ma dove ci sono aziende che sono in contatto con referenti da tutti il mondo ed un grande aeroporto internazionale. Come è successo qui, poteva succedere in altre europee: i numeri dei morti sono sotto gli occhi di tutti. Speriamo solo che questo serva per la fase 2”.

RIPARTENZA – Resta da capire se si possa ripartire con il calcio.  “Non mi spaventano i calciatori perché per loro,  la protezione, investendoci soldi, si può raggiungere. Mi preoccupano di più gli assembramenti di persone davanti alla tv sul divano a fare il tifo. A me per esempio piace vedere l’Atalanta. Ne sono tifoso, ma non da solo: con me quando gioca, c’è sempre qualcuno. I dati dei contagi non hanno nessuna affidabilità, dipendono dal numero dei tamponi fatti. Studi affidabili non ce ne sono: nelle zone di Alzano e Nembro, le più rosse del mondo, sono stati fatti test sierologici su cittadini e contatti stretti, ed è uscita una positività del 60%. Ci siamo trovati un territorio sguarnito, è stata come una specie di disastro del Vajont”.

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